Al via Vinitaly fra tradizioni, incertezze e innovazioni

Fra incertezze, tradizioni ed innovazione. Si presenta così l’edizione 2026 di Vinitaly a Verona, la capitale mondiale delle fiere del vino a cui partecipano quasi 70 espositori bresciani. Anticipato da Vinitaly and The City – tra piazze, cortili e scorci iconici – da oggi fino al 15 aprile Verona offrirà il meglio del settore. È una tradizione fieristica vincente che si ripete e che è accompagnata, anche, dal senso del produrre vino: tradizione legata al territorio, alla cultura, al vivere assieme.
C’è però anche incertezza a causa di consumi non rassicuranti, dei costi di produzione in crescita dovuti, anche, alla precarietà della situazione geopolitica. Senza dimenticare che ci sono anche «piazze» in Europa che sgomitano alla ricerca di una competitività con Verona.
Innovazione
Di sicuro Vinitaly 2026 è anche il segno dell’innovazione e, soprattutto, dell’imprenditorialità dei suoi attori del sistema vino. Il riferimento è a Vinitaly Tourism 2026 che, dopo il debutto dello scorso anno, torna a Veronafiere dal 12 al 15 aprile con un format dinamico rinnovato nei contenuti e collocato in un’area centrale del 58° Salone internazionale del vino e dei distillati, nella galleria tra i padiglioni 2 e 3, con un cartellone di eventi e proposte che copre tutti i giorni della manifestazione.
Il Palaexpo ospiterà invece ulteriori convegni e approfondimenti dedicati al settore. Di fatto però l’enoturismo entra stabilmente nella manifestazione, assumendo un ruolo centrale nello sviluppo del sistema vino, considerato che l’enoturismo non è più soltanto un’attività accessoria delle cantine italiane, ma un vero asset competitivo con una progettualità orientata al business in continua crescita negli ultimi quattro anni.
Di certo per le quasi cento cantine bresciane presenti quest’anno a Verona, Vinitaly rappresenta una vetrina sul mondo. Sono oltre mille i top buyer selezionati e invitati a cui si aggiungono migliaia di operatori professionali da circa 130 Paesi; un indicatore concreto dell’attrattività internazionale di Vinitaly, in uno scenario geopolitico ed economico particolarmente complesso. Nel dettaglio della domanda internazionale legata al programma di incoming, il Nord America si conferma in posizione di vertice: 200 operatori complessivi tra Stati Uniti e Canada. Ma fuori dall’Ue si consolida il peso dell’Asia, con la Cina a guidare una delegazione di quasi 60 tra importatori e distributori. In crescita anche India, Giappone e Thailandia.
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