Economia

Costi in aumento e redditi in calo: grande distribuzione sotto accusa

Valerio Pozzi
Dal latte alla carne, le filiere sono in allarme: mercoledì convocato il Tavolo sul settore del latte a Roma
Costi in aumento, redditi agricoli in calo - © www.giornaledibrescia.it
Costi in aumento, redditi agricoli in calo - © www.giornaledibrescia.it
AA

Mercoledì 21 gennaio è convocato il Tavolo sul settore del latte e si attende l’ufficializzazione di misure anticrisi che il settore necessita per contrastare la situazione di grande difficoltà del comparto. Ad annunciarlo è stato il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, venerdì a Lonato del Garda.

L’incontro

Sarà un incontro fondamentale che, oltretutto, si innesta perfettamente con l’indagine conoscitiva avviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sul settore della Gdo. Tutto parte dalla considerazione che nel giro di 5 anni i prezzi degli alimentari sono aumentati del 25%, ma per i produttori agricoli di questi margini di guadagno non c’è neppure l’ombra.

L’Autorità si concentrerà sul ruolo svolto dalle catene distributive nella ripartizione del valore aggiunto lungo la filiera agroalimentare e nella formazione dei prezzi finali. Una distorsione «potrebbe essere in parte riconducibile al forte squilibrio di potere contrattuale degli agricoltori rispetto alle grandi catene della grande distribuzione organizzata».

L’indagine è fondamentale, perché da quella che si fa chiamare oggi «Distribuzione moderna» passa ormai l’84% dei consumi alimentari domestici degli italiani (dato di The european house Ambrosetti) e ancor più significativo il riferimento che l’Autorità fa al ruolo del private label, cioè dei prodotti a marchio, che nel nostro Paese rappresentano una quota significativa del fatturato, pari ad oltre il 30% e vale ormai oltre 31 miliardi di euro».

Preoccupazione per le filiere zootecniche

Lo scorso novembre nel presentare i positivi risultati dell’annata agraria 2024/25 per l’agricoltura bresciana – ha ricordato il presidente Prandini – «avevamo già avuto modo di specificare che alcune dinamiche di mercato stavano mutando in modo preoccupante. Purtroppo molte delle nubi all’orizzonte si sono concretizzate»: mentre continua l’ormai annosa crisi per cerealicoltori e maiscoltori, a distanza di solo 2 mesi sono in preoccupante difficoltà anche molte filiere zootecniche».

Secondo Mauro Belloli – vice direttore e capo area Economica di Coldiretti Brescia – «per il settore lattiero caseario il prezzo riconosciuto alla stalla è passato repentinamente dagli oltre 60 centesimi/litro dell’autunno 2025 agli attuali 54,53 e 52 cents/litro (gennaio, febbraio e marzo 2026), figli di una complicata ma importante intesa di filiera. Ma a preoccupare, in prospettiva, sono le dinamiche, le produzioni e i consumi nazionali, europei e mondiali».

Il nodo prezzi

La quotazione del latte spot (il latte «libero» da contratti di conferimento) è passato dai quasi 68 cents/lt di giugno luglio, agli attuali 27-28 centesimi. Non è il prezzo riconosciuto direttamente agli allevatori, ma è un importante e preoccupante indicatore. Anche il Grana Padano – la Dop prodotta in tanti caseifici bresciani – segna una battuta d’arresto: l’ultima quotazione di 9,25 euro/kg (per il formaggio con stagionatura 9 mesi) è ancora importante, ma ben inferiore agli 11 euro/kg dell’estate 2025.

Per la suinicoltura la Cun – Commissione Unica Nazionale – ha quotato i suini da macello del circuito tutelato Dop del 15 gennaio 2026, 1,64 euro/kg: quotazione del 25 settembre 2,20 euro/kg. In meno di 4 mesi 14 quotazioni in diminuzione e la «perdita» complessiva di quasi 0,60 euro/kg.

Per gli allevatori di carne rossa perdura una situazione che Belloli definisce kafkiana: «Nell’anno in cui i prezzi alla vendita della carne bovina raggiungono valori record – sostiene il Capo area Economica di Coldiretti – è ancora più difficile far tornare i conti».

Competitività

«I prezzi alla vendita ormai non coprono più i costi di produzione e le prospettive non sono ottimistiche per i prossimi mesi»: a ribadirlo è anche il presidente di Confagricoltura Brescia, Giovanni Garbelli, parlando a margine del convegno a Lonato del Garda: «L’obiettivo è mettere al centro il lavoro degli agricoltori e di garantire che le imprese agricole siano competitive e adeguatamente remunerate. L’agricoltura è un comparto "forte ma fragile", i costi di produzione e le dinamiche di mercato possono mettere a rischio la sopravvivenza delle aziende».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Economia & Lavoro

Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...