Tasso di occupazione e redditi. Sono questi gli indicatori statistici principali per elaborare la ricchezza di un territorio. E in un momento storico come quello attuale, prima fortemente minacciato dalla fase acuta dell’emergenza sanitaria, poi dal traballante scenario internazionale, dati simili contano ancora di più. Secondo le ultime rilevazioni di OpenPolis, sulla base di dati dell’Istat, Brescia registra un tasso di occupazione del 67,4% della popolazione abile al lavoro.
Una percentuale non eccellente ma comunque molto positiva, che colloca il Bresciano dietro ad alcune province vicine lombarde e del centro-nord Italia. A guidare la classifica dell’occupazione è Bolzano (74,1%), seguita da quella di Bologna (72,9), Belluno (71,5), Forlì-Cesena (71,4), Milano e Ravenna (entrambe 70,6). Verona, Mantova, Aosta, Cuneo, Ferrara, Siena, Firenze, Pisa ed altre province - a testimonianza che anche nella operosa provincia di Brescia servirebbe più lavoro per più fasce della popolazione. Ma per comprendere nel dettaglio il tessuto socio-lavorativo del territorio bisogna indagare i redditi medi annui.



