Da dove vengono i 217 innovatori del domani: le scuole a Da Vinci 4.0

Giulia Camilla Bassi
Mercoledì 25 febbraio sei istituti di città e provincia hanno partecipato al primo incontro della settima edizione del progetto: ecco quali sono
Studentesse e studenti durante l'incontro all'auditorium Santa Giulia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
Studentesse e studenti durante l'incontro all'auditorium Santa Giulia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
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Una rete ampia e rappresentativa del territorio. È questa l’immagine emersa dall’incontro inaugurale del progetto Da Vinci 4.0, tenutosi lo scorso 25 febbraio all’auditorium Santa Giulia, dove istituti diversi per indirizzo e vocazione si sono ritrovati per confrontarsi intorno allo stesso tema: l’Intelligenza artificiale e il suo impatto sulla scuola e sul futuro professionale delle nuove generazioni.

Le scuole partecipanti

A rispondere all’invito sono stati 217 studenti provenienti da realtà differenti per storia e percorsi. Dal Cfp Giuseppe Zanardelli di Desenzano al Cfp Rodolfo Vantini di Rezzato, espressione della formazione professionale legata ai territori, fino alla Scuola Bottega Artigiani di Brescia, dove la dimensione laboratoriale e il saper fare restano centrali. Presenti anche istituti cittadini come il Giovanni Paolo II, con i suoi indirizzi nei servizi socio-sanitari e in amministrazione, finanza e marketing. Presenza significativa anche per i licei: il Luzzago, con gli indirizzi scientifico, linguistico e scienze applicate, e il Liceo internazionale per l’impresa Guido Carli, dove la formazione liceale dialoga con la cultura imprenditoriale.

Una delle studentesse che hanno partecipato alla sessione all'auditorium Santa Giulia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
Una delle studentesse che hanno partecipato alla sessione all'auditorium Santa Giulia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it

Indirizzi tecnici, professionali e licei si sono trovati fianco a fianco a riflettere su una trasformazione che attraversa ogni settore: dalla finanza all’industria, dai servizi alla persona alla comunicazione. Se l’AI entra nei processi produttivi, nei contenuti culturali e nelle professioni, allora anche la scuola – in tutte le sue declinazioni – è chiamata a interrogarsi su come preparare studentesse e studenti a usarla con consapevolezza.

La sfida è comune: comprendere le tecnologie, valutarne opportunità e limiti, sviluppare spirito critico. Perché l’innovazione non riguarda una sola disciplina, ma diventa un linguaggio trasversale che mette in dialogo competenze diverse. Ed è proprio da questo dialogo che Da Vinci 4.0 ha scelto di partire.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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