Scienza, cultura, arte: l’Intelligenza artificiale influenzerà tutti

Giulia Camilla Bassi
Il progetto Da Vinci 4.0 non si rivolge solo agli istituti scientifici, perché le nuove tecnologie serviranno in tutti i settori, anche i più creativi e umanistici
Anche chi fa arte sarà influenzato dall'AI
Anche chi fa arte sarà influenzato dall'AI
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Chi lavorerà davvero con l’Intelligenza artificiale? È una domanda cruciale e la risposta non riguarda soltanto programmatori e ingegneri. Anche chi scrive, chi studia diritto, chi opera nell’editoria o nelle istituzioni culturali dovrà confrontarsi sempre più con i modelli AI. «Dobbiamo ripensare il modo in cui i saperi si applicano», avverte Massimo Temporelli, fisico e divulgatore scientifico, che il prossimo 25 febbraio guiderà l’evento inaugurale della settima edizione di Da Vinci 4.0 all’Auditorium Santa Giulia. «Nelle scuole umanistiche e scientifiche l’impatto sarà diverso, ma trasversale».

Nel mondo della cultura e dell’editoria – come prevede Temporelli – molto dovrà essere riscritto. Per questo chi oggi frequenta un liceo (che sia classico, artistico, scientifico, liguistico...), quando entrerà nel mondo del lavoro – per esempio in una redazione, in una casa editrice o in un’istituzione culturale – non troverà più gli stessi metodi di cinque anni fa. A cambiare saranno prima di tutto i contenuti: dovranno essere flessibili, capaci di parlare a pubblici diversi e di modulare linguaggi e approfondimenti.

Tutto cambierà

È per questo che anche i libri cambieranno: diventando più interattivi: narrativi per chi cerca una storia, più tecnici per chi vuole dati e metodo e, come ricorda Temporelli, «questo lavoro non lo faranno gli editori di oggi, ma quelli di domani. Cioè chi oggi è sui banchi di scuola».

Il cambio di passo, però, non si ferma al mondo della cultura in senso stretto. «Lo stesso vale per professioni come avvocate e avvocati, dove la giurisprudenza, la ricerca dei precedenti, la costruzione delle argomentazioni verranno profondamente trasformate».

In altre parole, l’Intelligenza artificiale non riguarda solo i settori iper-tecnici e specialistici, come la programmazione o l’ingegneria: entra anche nei mestieri dove contano scrittura, interpretazione, selezione delle informazioni e capacità di argomentare. Per questo studiarla è utile sia agli indirizzi scientifici sia a quelli umanistici. La scuola, allora, deve preparare studenti e studentesse non solo a usarla, ma a comprenderla: verificare le fonti, riconoscere errori o distorsioni, scegliere il registro giusto, mantenendo responsabilità e senso critico.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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