Dalla scuola a The FabLab grazie al libro d’artista che dialoga con l’AI

Affrontare il tema della sostenibilità energetica può sembrare astratto per una classe del primo anno delle superiori. Quando però, lo scorso anno scolastico, ci è stato proposto di partecipare al progetto Da Vinci 4.0 (a cui le scuole possono iscriversi fino al 16 febbraio inviando una mail a gdbdavinci@giornaledibrescia.it, ndr) la prospettiva è cambiata: non più solo un progetto scolastico, ma l’occasione per esplorare il dialogo tra tecnologia, arte ed esperienza quotidiana.
Così, come studenti della classe prima Scientifico Quadriennale del Liceo Luzzago – impegnati nel Laboratorio di Studio del Territorio come personalizzazione del programma scolastico – abbiamo trasformato la sfida in un viaggio creativo, dando vita a un libro d’artista costruito attorno a un confronto diretto con l’intelligenza artificiale.
Il progetto
L’idea è nata dall’incontro con l’artista Pietro Gardoni, che ci ha mostrato come l’AI possa diventare un mezzo espressivo capace di amplificare l’immaginazione senza sostituirla. Da quel momento è iniziato un dialogo fatto di domande, provocazioni e risposte inattese. La scintilla è stata una domanda semplice solo in apparenza: «Se la vita fosse un parco, sarebbe più sostenibile disegnarla a casa con l’AI o andare al parco?». La risposta dell’intelligenza artificiale ha suggerito un equilibrio tra esperienza reale e rielaborazione tecnologica, spingendoci a riflettere sul valore della presenza e dell’osservazione diretta.

Abbiamo messo alla prova questa idea affiancando ai disegni generati dall’AI i nostri schizzi realizzati dal vivo. Il contrasto tra immagini perfette e segni imperfetti è diventato parte integrante del libro. Il progetto si chiude con una domanda che va oltre la sostenibilità energetica e tocca quella umana: la sostenibilità può esistere senza una presenza consapevole dell’uomo nella propria vita?
The FabLab
Il lavoro ha ottenuto una menzione speciale, permettendoci non solo di raccontare il nostro progetto con il presente articolo, ma anche di visitare – all’interno di Talent Garden Calabiana a Milano, polo che riunisce startup, aziende e creatività – il laboratorio The FabLab fondato da Massimo Temporelli, ispirato al modello dei FabLab del MIT. Dopo un tour degli spazi e una presentazione degli strumenti, come stampanti 3D, laser e software avanzati, abbiamo partecipato a un’attività pratica: la creazione, tramite intelligenza artificiale, di mascotte 3D destinate a un parco per sensibilizzare sulla tutela dell’ambiente. Questi personaggi hanno poi preso vita sugli schermi dei nostri smartphone, chiudendo un percorso in cui arte e tecnologia si sono incontrate per generare consapevolezza in merito alla sostenibilità ambientale.
Margherita Chiari, Marta Guaragni, Michele Pappalardo (studenti della classe seconda Scientifico Quadriennale del Liceo Luzzago)
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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