Una Vittoria Alata sempre più bresciana. L’analisi delle terre di fusione rinvenute all’interno della statua bronzea ha determinato la «compatibilità della frazione sabbiosa con i terreni che affiorano vicino a Brescia»: in parole povere, l’opera venne realizzata plausibilmente nella zona dell’antica Brixia romana, centro a cui venne destinata.
Una conferma scientifica ad ipotesi storico-artistiche già avanzate dagli studiosi, che fa tramontare definitivamente quella dell’origine greca e tardo-ellenistica della statua, nata come Afrodite e poi trasformata in Vittoria con l’aggiunta delle ali una volta portata a Roma prima di giungere al nord.



