Cultura

Visite gratuite in Loggia, che diventa museo della pittura cittadina

Paola Gregorio
Ogni sabato mattina, dal 24 gennaio al 28 marzo, sarà possibile ammirare i dipinti che vi sono custoditi. L’ultimo arrivato è il «Baiardo ferito» di Basiletti, restaurato grazie a una mecenate
Un particolare dell'opera di Luigi Basiletti
Un particolare dell'opera di Luigi Basiletti
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La Loggia diventa una... «terza Pinacoteca» della città, assieme alla Tosio Martinengo e a Palazzo Tosio, grazie a un ampio progetto di Comune e Fondazione Brescia Musei per aprire la sede dell’Amministrazione comunale alla visita alle opere d’arte che contiene. Una tappa significativa di questo percorso iniziato un paio di anni fa, è il restauro e la restituzione alla città del dipinto «Baiardo ferito al sacco di Brescia nel 1512» di Luigi Basiletti (Brescia, 1780-1859).

Restaurata grazie all’Art Bonus e alla generosità della mecenate bresciana Marina Franceschini – già sostenne nel 2023 il recupero del «Ritratto di signora» di Inganni ora nell’ufficio della sindaca Castelletti – l’opera oggi è esposta in quello del vicesindaco Federico Manzoni.

L'opera nello studio del vicesindaco
L'opera nello studio del vicesindaco

Il progetto

Un itinerario nelle sale di rappresentanza della Loggia consentirà ai cittadini, grazie al progetto «Tesori in Loggia», ogni sabato dalle 9 alle 12.30 dal 24 gennaio al 28 marzo di accedere gratuitamente alle sale di rappresentanza della città e ammirare con l’opera di Basiletti anche parte delle collezioni dei Musei Civici.

Si partirà dall’ufficio del vicesindaco per visitare poi quello del presidente del Consiglio comunale, la Sala del Consiglio, l’atrio del Salone Vanvitelliano, l’ufficio della prima cittadina e la Sala Giunta. Tra le opere in Loggia, anche altri dipinti ottocenteschi che fanno riferimento alla storia della città, e tardorinascimentali di Pietro Maria Bagnadore e Lattanzio Gambara.

Le sale erano già visitabili ma ora è stato studiato un vero e proprio itinerario espositivo. «Il lavoro dei tecnici di Brescia Musei in collaborazione con la Soprintendenza ci consente di rivedere nel pieno splendore l’opera» ha sottolineato ieri Manzoni.

Il restauro

La presidente di Brescia Musei, Francesca Bazoli, rimarca «la continuità nel percorso di restauro delle nostre collezioni che stiamo portando avanti. E ciò è possibile grazie alla vicinanza di cittadini che hanno a cuore il patrimonio della loro città, come Marina Franceschini. Il palazzo comunale diventa sempre più parte dei luoghi espositivi di Brescia».

«Il nostro patrimonio identitario torna ad essere disponibile nei luoghi in cui la nostra identità si è formata – aggiunge il direttore di Brescia Musei, Stefano Karadjov –. La generosità dei mecenati è strategica». L’opera di Basiletti, spiega Giulia Paletti, conservatrice dei Musei Civici, raffigura un episodio del Sacco di Brescia del 1512, ovvero l’assistenza prestata dalla famiglia Cigola al generale francese Pierre Terrail, signore di Bayard, ferito nei combattimenti tra le milizie cittadine e francesi.

Il condottiero è trasportato in palazzo Cigola oggi Fenaroli nell’odierna piazza Tebaldo Brusato. «Il dipinto è ricchissimo di particolari – precisa Carla Valzelli, restauratrice con Annalisa Belloni –. L’obiettivo era restituire la godibilità della lettura e le valenze cromatiche di questa fotografia di piazza Tebaldo Brusato». Franceschini si dice orgogliosa di aver sostenuto il restauro: «Ho una formazione umanistica e amo l’arte, oltre a collezionare arte contemporanea».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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