Tindaro Granata a Calvagese: «Il mio “Decamerone” che parla dell’oggi»

L’attore siciliano arriva in Valtenesi per il festival «Acque&Terre» con un reading boccaccesco: con lui in scena ci saranno Angelo Di Genio e il musicista Luca Rassu
Sara Polotti

Sara Polotti

Giornalista

L'attore siciliano Tindaro Granata
L'attore siciliano Tindaro Granata

Ha scelto le novelle boccaccesche più significative, quelle amate dagli artisti, ma anche quelle più leggere e divertenti. Ha preso la lingua volgare del Decamerone e le ha unito la musica italiana, suonata da un musicista bresciano. Dopodiché ha preso con sé il suo più longevo compagno di palco, per approdare nel giardino di Casa Buzzi-Marinato in via Chiesa 17 a Calvagese della Riviera: l’attore siciliano Tindaro Granata sarà lì alle 21.15 di mercoledì 8 luglio con «Boccaccesco», per la stagione di «Acque&Terre». Il reading-studio, di cui ci svela qualcosa in questa intervista e che in caso di maltempo si terrà al centro polifunzionale di Carzago, è gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.

Tindaro, ormai a Brescia sei resident artist. Come ti trovi qui?

Eh sì (sorride), mi sento parte di un discorso artistico che sta crescendo. Adoro Brescia. Soprattutto grazie al «Malato immaginario» (una produzione Ctb che gli fece trascorrere qualche tempo in città, ndr) ho imparato a conoscere la Brescia più underground, perché avevo casa vicino al Teatro Borsoni in via Milano. Questo corso multietnico – ho incontrato persone marocchine, algerine, sudafricane, moldave, indiane – mi ha permesso di conoscere la nuova Brescia, con la gente che parla la nostra lingua imparandola qui. Per loro è un punto di partenza e rinascita. Non mancheranno i disagi, certo, ma sentirmi parte della città da quel luogo è stato per me un privilegio. Ho conosciuto i bresciani e le bresciane in modo diverso, lontano dagli sterotipi del lavoratore che produce. L’Esselunga di via Milano è piena di persone anziane di Brescia che in fila alla cassa dialogano con i nuovi bresciani e anche con me. Ho percepito integrazione, benevolenza. Magari è una sensazione, ma mi sono sentito accolto.

Hai scelto le quattro novelle più rappresentative del Decamerone: cosa rappresenta ognuna, per la letteratura e per te personalmente?

Intanto mi divertono molto e sono un punto di riferimento per tanti artisti. Se pensiamo che «Ser Ciappelletto» è una delle novelle preferite di Pier Paolo Pasolini (lo dichiarò: aveva un amore viscerale per questo racconto che parla di un assassino, pregiudicato, senza scrupoli, che riesce a farsi venerare come un santo). La storia che scriviamo non è sempre attinente alla storia reale: mi pare che rispecchi ciò che accade oggi, anche i social. «Lisabetta da Messina» mi interessava perché ci sono fonti storiche che dicono che il caro e buon Boccaccio rubò la storia alla scuola poetica siciliana, tant’è che noi in Sicilia abbiamo la storia dei vasi: una donna si innamorò di un moro, i fratelli si opposero, gli tagliarono la testa; lei la mise in un vaso, piantò il basilico e pianse il suo amato.Appartiene quindi alle mie origini. Le altre due – la storia di Chichibio, e «La badessa con le braghe del prete» – le ho scelte perché mi divertono molto e possono creare situazioni di grandi risate e pensieri attraverso il sorriso. Il pubblico ascolterà la lingua arcaica – Boccaccio scrisse le dieci novelle in italiano volgare, per un pubblico che sapesse leggerlo, e non il latino. Ecco perché ne farò una lettura di matrice popolare.

Con te ci sarà Angelo Di Genio, con il quale hai già lavorato in passato…

Sì, c’era anche nel «Malato immaginario». Con lui ho toccato davvero tutti i ruoli: è stato mio marito nella «Bisbetica domata», mio figlio in «Geppetto e Geppetto», mio fratello nel «Malato»… Qui sarà mio compagno di gioco. Mi piace pensare che sia il mio alter ego, più alto e più bello, ma con la stessa passione e lo stesso amore per il teatro. L’ho scelto perché è perfetto per creare un immaginario su quella lingua: usa molto anche la mimica del viso.

Tindaro Granata e Angelo Di Genio
Tindaro Granata e Angelo Di Genio

Chi sarà il musicista locale che ha ideato la playlist di accompagnamento?

Luca Rassu, grande cantautore. Il tema a lui caro è la difesa della natura e la denuncia dei soprusi contro l’ambiente. È una grande occasione di avere con noi un artista che segue una battaglia politica, civile e sociale che tutti dovremmo seguire. Qui farà adattamento di grandi canzoni popolari italiane che in qualche modo vanno a braccetto con le novelle che presenteremo.

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