Dai lontani secoli della classicità greca ancora una volta risuona fino a noi una limpida voce lirica. È quella di Timoteo di Mileto, del quale l'editrice La Vita Felice pubblica I Persiani, unica sua opera rimasta (a cura di Roberta Sevieri, testo greco a fronte, 9,50 euro). Timoteo, vissuto tra il 450 e il 360 circa a.C. (siamo nella transizione tra classicità ed Ellenismo), fu poeta e compositore che ebbe grande successo di pubblico e contemporaneamente, per le sue innovazioni, incontrò l'ostilità della vecchia classe intellettuale. Siamo in un tempo in cui musica e poesia sono un tutt'uno; dapprima la musica è subordinata alle parole, poi acquista maggiore rilievo. Timoteo compose ditirambi e nòmoi (pezzi solistici eseguiti con l'accompagnamento della cetra); fu insomma una sorta di cantautore dell'epoca.
I Persiani, opera giunta a noi incompleta grazie a un papiro scoperto nel 1902, sono la rievocazione poetica della vittoria della flotta greca su quella persiana a Salamina, nel 480 a.C. I versi appaiono di grande suggestione, particolarmente quando descrivono la disperazione dei «barbari» sconfitti.
Alberto Ottaviano
Timoteo, un cantautore della classicità
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...


