«Dreamers» arriva al Teatro Sociale: «La danza incontra la prosa»

La poesia della danza in dialogo con l’arte della prosa. Eccellenze della coreografia contemporanea inseriscono un’occasione di speciale appeal dentro il calendario della Stagione del Centro teatrale bresciano. Dal 4 al 6 marzo, ogni giorno alle 20.30, «Dreamers» riunisce sul palcoscenico del Teatro Sociale quattro peculiari espressioni dell’arte coreica d’oggi: quattro coreografie in un unico spettacolo, per una produzione del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto che si avvale delle firme di Crystal Pite, la coreografa più richiesta tra Europa e America; di Diego Tortelli e Philippe Kratz, due degli autori under 40 più interessanti e apprezzati nel panorama internazionale, e prevede un passo a due di Angelin Preljocaj, coreografo nell’Olimpo della danza, residente all’Opera di Parigi. Ana Patricia Alves Tavares, Elias Boersma, Albert Carol Perdiguer, Luigi Civitarese, Leonardo Farina, Arianna Kob, Federica Lamonica, Gaia Mentoglio sono i danzatori in scena.
Ce ne parla Gigi Cristoforetti, direttore generale e artistico della Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto.
Qual è il valore di uno spettacolo di danza in un programma di prosa?
È un’occasione d’incontro con linguaggi diversi per il pubblico della prosa e di soddisfazione per gli appassionati della danza. Probabilmente certe categorie del passato sono superate: il Ctb sta dimostrando che il pubblico oggi è più curioso e aperto a nuove espressioni. Ogni linguaggio ha sue prerogative, la danza persegue bellezza estetica, emozioni attraverso il corpo lavorando sulla tecnica e sull’immaginazione. È questa un’occasione di incontro con la miglior danza d’oggi. Come tutta l’arte contemporanea, cerca di raccontare sia il lato luminoso, sia quello oscuro. Si troveranno emozioni diverse, malinconia e gioia, ed è giusto per il nostro tempo. Espressioni artistiche differenti danno la possibilità di ricostruire la molteplicità del momento.
Come si articola lo spettacolo?
Questa rappresentazione dell’anima della danza in collegamento con il sogno comprende pezzi molto diversi. «Preludio», di Diego Tortelli, è ispirato alla musica del cantautore australiano Nick Cave. Il coreografo bresciano, autore di questa composizione negli anni complicati della pandemia, ci accompagna da tempo e noi siamo stati con lui nella cerimonia conclusiva delle Olimpiadi invernali. Philippe Kratz, autore di «O», racconta in bianco, con raffinatezza straordinaria, l’incontro tra due entità con musica elettronica di Mark Pritchard e The Field. Segue un duetto in «Reconciliatio, di Angelin Preljocaj, sulle note del «Chiaro di luna» di Ludwig van Beethoven. Chiude la serata «Solo Echo»: una creazione per sette danzatori della coreografa canadese Crystal Pite su musica per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms.
Continua il dialogo con il Ctb...
È stata una delle primissime realtà ad accogliere la nostra proposta di inserire la danza nella Stagione di prosa, per un’occasione d’incontro con pubblici nuovi. Abbiamo forse creato una tendenza: oggi questo avviene nelle Stagioni di teatro di tutta Italia, con appuntamenti ovunque: da Brescia a Palermo, da Napoli a Torino.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
