Sanremo, le pagelle della prima serata del festival

Quando già Fiorello lo canzonava, avremmo dovuto capire che il profilo proboscidale di Amadeus era il segno di una tendenza all’elefantiasi.
Quattordici cantanti in gara nella prima serata della 73esima edizione del Festival di Sanremo. E sono solo la metà.
Ecco le pagelle del Giornale di Brescia.
Anna Oxa - «Sali (Canto dell’anima)»

Avrebbe, ormai, l’età per partecipare a The Voice Senior; ma resta una Voice Super. Eppure, la cantante che con il suo strumento può fare quello che vuole non riesce, stavolta, a unire il duttile al dilettevole.
gIANMARIA - «Mostro»

Secondo a «X Factor 2021», vincitore assoluto di Sanremo Giovani... Sì, sembra davvero un mostro nel bruciare le tappe, gIANMARIA, anche se qui un ulteriore podio non parrebbe alla portata, perché ben altre, nonostante gli otto caratteri su nove del nome, sono le prove maiuscole. Ma, sia detto per l’inciso, radio e discoteche festeggiano già.
Mr.Rain - «Supereroi»

Un aiuto contro la fragilità? Me-lo-dia. Starà anche, Mattia Balardi, dentro il solco del Trattato sulla Depressione ch’è tra le cifre di questa Festival. Ma lo fa con dolcezza e leggerezza. Perché dopo il rap sviluppa un ritornello micidialmente «acchiapposo» (ve ne accorgerete, nei prossimi mesi) e vola con le ali d’angelo di otto bambini, avendo la delicatezza di non schiacciarli con la voce. Prepariamoci ad un coro di «I’m singing in the Mr.Rain».
Marco Mengoni - «Due vite»

Il Favorito è uno di quelli che l’«X Factor» ce l’hanno davvero. E per definire Marco Mengoni (nella foto) ci si può limitare all’essenziale: stra-bravo.
Ariete - «Mare di guai»

Anni fa, in un contesto tradizionale (famiglia compresa), un mare di guai l’avrebbe causato il non nascondere l’amore tra due ragazze. Oggi, invece, possiamo concentrarci sulla canzone. Che potrà lasciare un segno, non solo zodiacale, solo una volta ascoltata senza le stonature dovute all’emozione. Astri e disastri.
Ultimo - «Alba»

Quando, tra sabato e domenica, faremo l’alba, Niccolò Moriconi vorrebbe essere lì a (ri)fare l’«Alba» da vincitore. Il... piano - con l’Ultimo che nel 2019 sbroccò per essere arrivato secondo - è sempre lo stesso: tasti bianchi e neri, pathos interpretativo, crescendo. Potrebbe bastare, per un altro podio. Bisogna capire quanto basterà a lui.
Coma_Cose - «L’addio»

«Ama» richiama «Lama». E fa bene, perché se crisi c’è stata, tra Fausto e Francesca, non è artistica. I due si sono ritrovati e, soprattutto, hanno ritrovato il loro stile: musica cantabile pur senza essere banale e testi da premio. «L’addio» piacendo.
Elodie - «Due»

«The showgirl must go on». Ha tutte le carte in regola, Elodie, per essere un’artista a tutto tondo. Qui, di sé, mostra - aiutata da Federica «Prezzemolo» Abbate - un lato black, cantando (benissimo) una hit pop ballabile indirizzata «urban» et orbi. E «Per me le cose sono due/ lacrime mie o lacrime tue» rischia di essere «la» strofa del Festival 2023.
Leo Gassmann - «Terzo cuore»

Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari ha trapiantato un suo brano nel petto del vincitore tra le Nuove proposte nel 2020, garantendogli così, con una canzone orecchiabilissima e insieme non scontata, il passaggio tra i Big sinora mancato. E il figlio e nipote di attori avrà, nei mesi a venire, un ruolo da protagonista.
I Cugini di Campagna - «Lettera 22»

Riccioli d’ora. Dopo la visibilità e vestibilità data dalla comica Campagna sui «Måneskin ladri di look», i quasi 76enni gemelli Michetti & C. riescono finalmente a sgargiare all’Ariston, seppur indossando una canzone d’altri. Nel Paese dei... Campagnelli, infatti, il motivetto lo forniscono i due de La Rappresentante di Lista. Senza, tuttavia, che si possa affermare «guarda (che) roba».
Da qui in avanti, la chiusura del giornale in tipografia cozza contro il... pachiderma degli orari. Restano, come traccia, preascolti e prove.
Gianluca Grignani - «Quando ti manca il fiato»

Per quello ch’ebbe Destinazione Paradiso è tempo di tentare la resurrezione. E quale modo migliore del rivolgersi a colui che ha contribuito a metterlo al mondo? Forse perché il richiamo al padre interroga davvero la dimensione interiore, sta di fatto che il Lesionista (con o senza «auto-» davanti) indovina la ballad rock, esaltabile dall’orchestra, che può restituirgli un po’ di credi(a)bilità.
Olly - «Polvere»

Difficile prevedere l’apertura di un social network OllyFans. E poi, a ’sto punto, «questo o quello, per me paria sono».
Colla ZiO - «Non mi va»

Nell’attitudine, un «copia e inColla» da Pinguini Tattici Nucleari e Lo Stato Sociale. Nella pratica, uno sforzo collettivo alla ricerca dell’inciso che - tra funk e hip hop - funzioni in radio, con versi in libertà. Vigilata.
Mara Sattei - «Duemilaminuti»

Il titolo si riferisce con tutta evidenza alla durata media, ormai, di una puntata di Sanremo, capace di sfidare le leggi del tempo. E - per un brano su un tema serio come la violenza contro le donne - fanno notizia gli autori. Direttamente dai Måneskin, «il Damiano ti dà una mano». L’altra la mette Davide «Thasup» Mattei, fratello di Sara alias Mara Sattei. L’esito potremo giudicarlo quando, guardando l’orologio, non saremo costretti a dire che questi «sono fuori di testa».
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