Ma chi lo dice che i sogni hanno una data di scadenza? Quando la passione è forte e il coraggio anche, la strada – anche se in salita – non potrà che condurre al traguardo tanto desiderato. Ne è l’esempio la storia di Barbara Pedrazzoli, bresciana di Concesio, per 20 anni avvocata a Bolzano e ora stilista all’Eurovision. Il suo abito da sposa... tricolore ha infatti accompagnato l’esibizione di Sal Da Vinci ieri sera nella prima delle due semifinali (domani la seconda, sabato la finale a cui il rappresentante dell’Italia accede automaticamente).
L’abbiamo intervistata.

Barbara come e quando nella sua vita la moda ha sostituito le aule di tribunale?
Da giovane ho conosciuto un ragazzo di Merano e sono rimasta a esercitare a Bolzano anche dopo che la storia d’amore è finita. La moda è sempre stata una mia grandissima passione, da quando ero bimba e mia zia era sarta: andavo a trovarla e lei mi lasciava i ritaglia dei tessuti che io trasformavo in abiti per le mie Barbie. Dopo un periodo difficile, di ritorno da un viaggio in India ho deciso di provare a trasformare quell’amore in lavoro.
Qualche anno di assestamento, una serie di sfortunate coincidenze, fra cui il Covid e un incidente che l’ha fermata per un anno... poi qualcuno l’ha notata...
Su Instagram: sono piaciuta alla stylist di Sal Da Vinci che mi ha chiesto un abito da sposa per il videoclip della canzone che avrebbe vinto poco dopo Sanremo, «Per sempre sì». Io e due soci abbiamo un atelier di abiti da sposa a Roma, Love Is Love: ho scelto un abito della mia collezione.
Da Sanremo al palco dell’Eurovision alla Wiener Stadthalle di Vienna, in Austria. Un nuovo abito a sorpresa che rappresenta l’italianità…
La stylist mi ha chiesto di proporre un abito da sposa per la ballerina che accompagna sul palco con Sal Da Vinci in queste serate. È stato un mese di lavoro molto intenso, la realizzazione dell’abito è interamente del nostro atelier. Rispecchia in pieno la mia personalità. Sono due pezzi: la gonna è formata da tre strati che insieme formano la bandiera italiana, mentre il corpetto è in tulle, steccato a vista e ricamato a mano da me cristallo per cristallo, richiama il trend 2027 con corpetti a punta che richiamano i corsetti del 1700/1800.
Il coraggio di cambiare vita a 50 anni, alla fine, l’ha ripagata con il successo. È contenta?
Dopo le difficoltà personali che ho superato, questo momento per me è davvero bellissimo. Non pensavo neanche potesse accadere in questo modo così importante. Sono davvero grata del supporto anche di chi lavora con me.
Una curiosità: come mai diventare stilista proprio di abiti da sposa?
Nell’immaginario comune, ma molto spesso è davvero così, l’abito da sposa è l’abito che tutte vorrebbero indossare. Perché rappresenta un sogno da realizzare. Per me far parte di un pezzo di sogno delle spose è bellissimo, perché nella mia attività non è importante solo la parte commerciale, ma anche quella umana.



