Notre Dame de Paris a Montichiari, Camilla Rinaldi: «Realizzo un sogno»

In occasione del 25esimo anniversario, l'opera di Riccardo Cocciante torna nel Bresciano al PalaGeorge. Tra i protagonisti c'è la giovane attrice ligure, che racconta l'emozione di interpretare Fiordaliso
Marco Zanetti
Camilla Rinaldi interpreta Fiordaliso
Camilla Rinaldi interpreta Fiordaliso

Per il 25esimo anniversario che cadrà nel 2027, torna nel bresciano l’opera popolare moderna più famosa al mondo: «Notre Dame de Paris» sarà al PalaGeorge di Montichiari per quattro spettacoli: venerdì 22 maggio alle 21, sabato 23 maggio alle 16 e alle 21, e domenica 24 maggio alle 17 e alle 20.45 (prevendite su Ticketone).

Era il 2016, quando lo show passò dalle nostre parti l’ultima volta. Ora lo spettacolo creato da Riccardo Cocciante – autore delle celebri musiche che accompagnano la trasposizione in scena dell’omonimo romanzo di Victor Hugo – è sostenuto da un cast d’alto livello dove, tra interpreti storici e new entry, figura anche l’attrice ligure ex talento di «Io Canto» Camilla Rinaldi (Fiordaliso), che abbiamo sentito.

Camilla, ci parli del suo personaggio.

Sono onorata d’interpretare Fiordaliso, una ragazza di 14 anni all’epoca dei fatti narrati, il 1482, semplice nei modi e dall’animo nobile. Innamorata del capitano delle guardie del re Febo, suo promesso sposo, scatena poi la sua ira quando scopre che lui è invaghito della gitana Esmeralda (Elhaida Dani, vincitrice di The voice of Italy, ndr).

Come si diventa Fiordaliso?

Con tanto studio. Va affinato ogni dettaglio: la recitazione, il canto, gli sguardi, i piccoli movimenti, il portamento. In tal senso l’aver praticato danza classica mi sta dando una grossa mano per interpretare il ruolo al meglio.

Come si trova nei suoi panni?

È un immenso onore. Ho realizzato un sogno: dalla prima volta che ho visto lo spettacolo in teatro, ho sempre ambito a esserne protagonista. Ingaggiata da pochi mesi, avverto quindi un’emozione forte: essere al fianco di chi respira questo spettacolo dal 2002 mi provoca soggezione, eppure Giò (Di Tonno, ovvero Quasimodo, il campanaro gobbo della cattedrale parigina, ndr) e gli altri colleghi mi trattano come una veterana.

Qual è il suo apporto rispetto alle precedenti edizioni?

Con i miei 24 anni penso di dare freschezza al racconto. Senza stravolgere la traccia originale, il regista Pasquale Panella, mi lascia una certa libertà nel dare una versione personale a sceneggiatura e canzoni… il pubblico sembra gradire molto.

In tutto ciò il maestro Cocciante che le dice?

Dà continui consigli. Ci è molto vicino. È una guida preziosa, quasi mistica, che nutre un amore viscerale per la sua creatura. L’ho avvertito nella mia performance live de «La cavalcatura», accompagnata da lui al piano durante la presentazione ufficiale della tournée col cast rinnovato: si è creata un’energia artistica potentissima.

Gli interpreti del celebre musical, al centro Riccardo Cocciante
Gli interpreti del celebre musical, al centro Riccardo Cocciante

Venendo alla tappa a Montichiari: conosce qualcosa della città, ci è già stata in passato?

No, purtroppo. Da piccola ho solo seguito mio zio a Brescia con la sua orchestra di liscio. Felice dunque di mettervi piede con una pietra miliare dell’opera moderna che tratta temi attuali quali l’emarginazione, la paura del diverso e il peso dei pregiudizi e che, oggi come ieri, ci ricordano quanto la diversità rappresenti una risorsa e non una minaccia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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