La tragica storia di Egorov, il pianista che cercò la libertà nell’arte

Domenica 17 al Teatro Borsoni Luca Micheletti e Ramin Bahrami ripercorreranno la vita dell’artista fuggito dall’Urss. L'evento raccoglierà fondi per Banco dell’energia A2A
Andrea Faini
L'attore Luca Micheletti - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
L'attore Luca Micheletti - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it

«Cos’è la libertà nell’arte? Quando un artista non è libero di esprimersi a livello personale, in che modo la libertà può manifestarsi nella sua arte, riflettendo le costrizioni storiche, sociali e politiche? Da queste domande siamo partiti per dar vita allo spettacolo».

Luca Micheletti introduce così «Un pianoforte in esilio. Suite immaginaria per Yuri Egorov», produzione originale di Cieli Vibranti con l’attore bresciano nei panni di autore e interprete del testo, affiancato sul palco dal pianista Ramin Bahrami. Lo spettacolo, in programma domenica 17 alle 18 al Teatro Borsoni in via Milano, è promosso da Fondazione Banco dell’energia in collaborazione con A2A e Ctb, e racconta la vicenda umana e musicale di Yuri Egorov (1954-1988), pianista formidabile e tormentato, fuggito dall’Unione Sovietica in Olanda per non essere più costretto a nascondere la propria omosessualità, protagonista di una fulminante carriera prima che l’Aids e la tragica scelta dell’eutanasia lo conducessero alla morte, poco più che trentenne.

L’esilio

«La storia di Egorov è una metafora della condizione dell’artista – spiega Micheletti –. Messo all’angolo dal punto di vista personale, politico, etico, ha la forza interiore di ribellarsi e la riversa in maniera al tempo stesso scomposta e geniale in un pianismo dai tratti unici».

Ramin Bahrami, che con Egorov condivide la condizione dell’esule, è sulla stessa lunghezza d’onda: «È stato uno dei pianisti insieme più poetici e tragici del ventesimo secolo. Non era solo un musicista, ma un pensatore, in cerca attraverso i suoni di un messaggio trascendente che toccasse il cuore degli ascoltatori».

Il pianista Ramin Bahrami - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
Il pianista Ramin Bahrami - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it

La musica che accompagnerà le parole di Micheletti sarà di Robert Schumann, da due celeberrimi cicli pianistici, Kinderszenen op. 15 e Kreisleriana op. 16. Spiega Bahrami: «Lo abbiamo scelto perché era uno degli autori prediletti di Egorov e per le indubbie affinità elettive che li accomunano: entrambi hanno vissuto e fatto musica sospesi tra Eusebio e Florestano, ossia tra ragione e sentimento».

Arte e libertà

Anche nelle sue contraddizioni, la figura di Egorov costituisce un riferimento, non solo sul piano squisitamente musicale. Riprende Micheletti: «Ramin e io condividiamo l’idea che rappresenti un caso esemplare di artista capace di connettere il tempo della musica che esegue con la sua contemporaneità. È una lezione per tutti noi che calchiamo il palcoscenico: fare arte significa mettere interamente noi stessi in ciò che interpretiamo, essere completamente onesti e liberi».

Una lezione che in Egorov emerge con tanta più forza perché la libertà gli venne a lungo negata. Conclude Micheletti: «La condizione di esule lo ha condotto lungo un percorso autodistruttivo iniziato prima della malattia, vissuta come una sorta di punizione divina. Da questa indicibile sofferenza è nato il suo pianismo, emotivo e genialmente caotico, che trova in Schumann il compagno di viaggio ideale: entrambi indossano maschere, entrambi cercano la morte e Egorov, con l’eutanasia, la trova. La fine, però, non è una sconfitta per il musicista: ha perso contro l’Aids, ma grazie alla sua arte ha vinto. Ciò che ci ha lasciato brilla ancora e per questo noi raccontiamo oggi le sue ferite e la sua grandezza».

Per l’ingresso allo spettacolo è richiesta una donazione di almeno 20 euro alla Fondazione Banco dell’Energia, che sostiene le famiglie in condizione di vulnerabilità economica o sociale, attraverso il sito Rete del dono o direttamente al Teatro Borsoni, a partire dalle 17.15.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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