È uscito il primo ep di Sidy Casse: «Racconto il mio percorso»

Marco Zanetti
In «Brixia» c’è il viaggio del cantautore 27enne di Lumezzane, che è passato dagli oratori all’ultima edizione di Sanremo Giovani
Sidy Casse - © www.giornaledibrescia.it
Sidy Casse - © www.giornaledibrescia.it
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Per lui – cantautore di 27 anni di Lumezzane – «è stato come disfare una valigia dopo un viaggio durato anni». Adesso Sidy Casse condivide questo percorso fisico (la produzione curata da Afromartian/Kama Records è stata concepita sull’asse Brescia-Milano), musicale e mentale: arriva oggi, sulle piattaforme streaming, il suo primo ep «Brixia». Per l’occasione, lo abbiamo intervistato.

Sidy, è da un po’ che ormai fa musica, ma solo ora arriva il suo primo disco: il motivo?

Ci è voluto del tempo per avere la giusta consapevolezza: avevo un bagaglio pieno, ma non trovavo il modo appropriato per collegare gli elementi ai relativi ricordi. Pur con difficoltà, ho dunque preso coraggio e mi sono guardato indietro. Ho rispolverato bozze che avevo lasciato in disparte un paio di anni fa e gli ho dato una bella rinfrescata, in particolare dopo la partecipazione a Sanremo Giovani (avvenuta a novembre 2024 con il singolo «Tutte le volte», che è stato inserito nella nuova raccolta, ndr): un’esperienza che ha allargato notevolmente lo spettro con cui concepisco la mia arte.

E qual è il risultato di questo processo introspettivo?

Pensando ciascuna come una fermata della mia vita, in 7 canzoni racconto me stesso: dalle radici senegalesi (Sidy è nato a Dakar, ndr), alla percezione di un ragazzo di una piccola città di provincia partito a suonare negli oratori, tra amori, errori e responsabilità assunte troppo presto.

E dal titolo del disco che le racchiude, nonché della stessa title-track, immaginiamo si senta davvero molto legato a Brescia e al suo territorio

Assolutamente sì. Qui sono cresciuto, maturato, avvolto dall’affetto di molti amici, alcuni dei quali (Alecsia, Giorgia, Riccardo, Samuele, Ugo, Miriam ed altri del collettivo Plurale) ho appunto voluto coinvolgere sia in fase di scrittura dei testi sia per realizzare i cori. È il mio grazie nei loro confronti: mi piaceva l’idea di renderli partecipi. È bello che siano entrati nel mio mondo.

Un mondo, il suo, di cui è grande protagonista anche la madre, a cui ha dedicato il brano «Dinala khar (Ti aspetterò)»...

Come il ritmo che l’accompagna, è una dolce carezza, che dona una sensazione unica. Dolce, tenera, avvolgente: sa di casa.

Un sentimento che viene ben messo in mostra anche nel video pubblicato sui social che annuncia appunto l’uscita dell’ep…

Non avevo troppe idee durante le riprese ma i pensieri sono poi scaturiti con spontaneità, come un fiume in piena: è un messaggio a me stesso e a chi mi sostiene in questo mio viaggio affascinante nella musica.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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