Dall’ombelico allo slip dress argentato, terza serata di look a Sanremo

L’ombelico di Arianna Bove che spunta dal suo look artist-core (santa Rama Duwaji: la first lady di New York è la nuova ambasciatrice dello stile alternativo da studentessa d’accademia) è stato uno dei momenti più emozionanti della terza serata del Festival di Sanremo 2026. Dettaglio che dice tutto di una serata, di nuovo, piuttosto noiosa, che si è spenta subito dopo i primi due big, Maria Antonietta e Colombre, che per questo festival hanno scelto di puntare su abiti d’archivio che – per lei – guardano ai Sessanta.

Se Laura Pausini ha osato qualcosa di più con la gonna piumata Alberta Ferretti (indossando a un certo punto un abito giallo che non si può non citare, ma che volentieri dimenticheremmo), Irina Shayk – da cui ci si aspettava un’eleganza che ha faticato ad arrivare – ha dato l’impressione di puntare allo stile italiano effortless, senza sforzo. Purtroppo non riuscendoci. Ben più glamour nella sua genuinità Alicia Keys, capelli intrecciati e tuta di pelle.

E la moda uomo? In mezzo alla pletora di tessuti neri e di abiti doppiopetto (proprio quello che ha scelto Francesco Renga, ma con lustrini) si sono fatti spazio il completo casual-vintage di Tredici Pietro, il carta da zucchero del senza-età Raf. Ma anche la polo – e il petto – di Leo Gassmann.

Serve – di nuovo – Arisa ad alzare i toni, con uno slip dress (sempre di Des Phemmes) in fili metallici argentati che la avvolge eterea e luminosa. A tono con il brano un po’ disneyano che ha portato in gara quest’anno.
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