Musica

Sanremo, Sal Da Vinci: «La mia vita tra cadute e risalite»

Tra i favoriti al podio del Festival 2026, il cantante napoletano racconta il proprio percorso dentro e fuori la musica
Sal Da Vinci - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Sal Da Vinci - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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«Per sempre sì» è uno di quei brani che ha preso quota fin da subito. Fin dai pre-ascolti. Nel corso delle serate di questo Festival di Sanremo ha riscontrato successo, grazie anche all’interpretazione sicura e convincente di Sal Da Vinci. Senza ironia, un «Playmobil» campano, capace di essere espressivo, sicuro, sempre a fuoco.

Le parole

«Nella vita non mi aspetto alcunché – afferma –. Ciò che arriva è sempre un dono. Mi piaceva portare un messaggio positivo. Le promesse non sono qualcosa di volatile, a mio modo di vedere. Sono qualcosa che resta. Rispetto al passato Festival (era il 2009, venne eliminato e ripescato dal televoto, che poi lo spinse fino terzo posto, ndr), il regolamento è cambiato. Ciononostante vado sul palco sempre col cuore. E l’affetto ricevuto adesso, un calore disinteressato, mi scalda».

Sal Da Vinci ha sempre «creduto nei sogni. I fallimenti non sono una sconfitta. La vita è come un campionato. Puoi vincere, perdere o pareggiare. Io sono più caduto che risalito. Ma non mi sono mai fermato».

Favorito?

Ha tante carte in regola per vincere. Non accadesse, ha qualche altra carta da giocare? «Direi che mi sto giocando già non poche carte, adesso», sorride. E le precedenti volte in cui è stato «respinto» dal Festival? C’è un po’ di senso di rivalsa? «Mi faccio scivolare le cose di dosso – afferma –. Certo, poi sono un essere umano. Posso avere momenti di rabbia, ma poi ho anche la capacità per rimettere le cose in prospettiva. Avevo un grande rapporto con Pippo Baudo, e lui non mi ha mai preso, per dirne una...».

Poi, il ricordo del 1984, quando per la prima volta arrivò a Sanremo, ma da spettatore. «Promisi a me stesso e a mio padre di non tornare se non da concorrente – racconta –. E così è successo».

Poi, un altro ricordo, con gli inizi nel teatro da bambino, e con il successo, prima del ritorno nell’anonimato. Quindi, la scoperta della propria voce grazie a James Senese e l’inizio della carriera musicale vera e propria. Insomma, un percorso lungo, con tante svolte. Cadute e risalite.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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