Musica

Il rapper Heartman: «Un disco per raccontarmi dopo il periodo più duro»

Marco Zanetti
«Più che solido» è il nuovo album del bresciano, a distanza di otto anni dal precedente lavoro
Il rapper bresciano Heartman © www.giornaledibrescia.it
Il rapper bresciano Heartman © www.giornaledibrescia.it
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Nuovo aspetto e sonorità, accompagnati da una nuova consapevolezza di sé. È una versione «2.0» quella che Heartman, in chiave trap e r&b, porta nell’album «Più che solido», fruibile da oggi sulle piattaforme digitali. Tante appunto le novità in esso contenute, che il rapper bresciano (al secolo Heartman Tekyong Kouame, originario della Costa d’Avorio ma sin dall’infanzia di casa a Roè Volciano, già notato da Drake e dal suo manager Oliver El-Khatib ci tiene a comunicare.

È un piacere apprendere del suo disco, dopo che l’ultimo («Cuore al neon») è datato 2018. Come mai così tanto tempo fra i due lavori?
Mancava la molla giusta. Dopo essermi dedicato a progetti più piccoli, ho sentito che era il arrivato il momento giusto per raccontare qualcosa di più corposo.

Si spieghi meglio…

Non ho trascorso un bel periodo: ero vessato da critiche in particolare rivolte al mio fisico, dettate da troppa sedentarietà. Affrontata una leggera depressione, ho poi ripreso in mano la mia vita: sono tornato in palestra e ho iniziato una sana alimentazione per star bene con me stesso. Ecco, l’album è un messaggio a me stesso, qualcosa da tenere sul comodino come monito per non aver mollato.

E anche la copertina è correlata a questa trasformazione?

La copertina di «Più che solido»
La copertina di «Più che solido»


Sì, ispirata alla scultura «Self made man» di Bobbie Carlyle. Con martello e scalpello trasmette il senso si autoliberazione dal male in cui ero intrappolato.

Entriamo allora nel vivo del nuovo disco: come anteprima ha rilasciato il singolo «Baddie» inciso con Maury North. Ci sono altre collaborazioni nell’album?
Assolutamente. Ringraziando il mio storico producer Lie O’Neill, ho realizzato sei featuring con colleghi del mondo rap, con cui ho già duettato in passato come ad esempio Tony2milli e Nerone. Ho così creato un melting-pot di artisti variegati, che si collegano bene a me e tra loro, aiutando a riempire quei vuoti che avevo percepito in studio durante le registrazioni dei brani.

Ecco, ci parli dei 12 inediti…
Scorrendo la tracklist, possiamo dividerli in due parti: i primi sei sono movimentati, con un rap melodico uptempo che coinvolge. I successivi hanno un mood più morbido e introspettivo, nei testi e nei suoni. Insieme creano un filone che esemplifica la recente trasformazione a cui accennavo in precedenza.

Guarda dunque con entusiasmo al futuro… magari con qualche progetto a Brescia?
Ho voglia di esibirmi live. Non so se avrò opportunità di farlo a Brescia. Intanto in città ho girato il videoclip di una traccia del nuovo progetto (il riferimento è a «Glow up», fruibile in realtà dallo scorso novembre, ndr), circondandomi di professionisti-amici della provincia cresciuti con me e per la quale nutro un forte legame.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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