Pierfrancesco Pasini, la «penna» bresciana del vincitore di Sanremo
Nella recente affermazione al Festival di Sanremo, anche lui ha vinto. Sì, «Balorda nostalgia» di Olly è un po’ sua: nella fattispecie, ha curato la parte musicale del brano.
Lui è Pierfrancesco Pasini, ventiseienne originario di Camignone, solito a frequentare i palchi della provincia fino a qualche tempo fa, quando è entrato in pianta stabile nell’entourage del cantautore genovese classe 2001. «Conseguita la laurea triennale in pianoforte jazz al Conservatorio di Brescia – dice Pasini -, ho mollato il corso magistrale e nel 2022 mi sono trasferito a Milano, dove ho iniziato subito a lavorare».
Innanzitutto amici
E proprio all’ombra della Madonnina avviene l’incontro che gli ha portato bene: «Tramite contatti comuni ho conosciuto il mio coetaneo Jvli (pseudonimo del producer valdostano Julien Boverod, ndr) e, poco dopo, anche Olly (al secolo Federico Olivieri, ndr)», ricorda.
I tre legano subito e sfornano insieme il primo album «Il mondo gira», certificato guarda caso ieri Disco di Platino dalla Fimi e il cui successo è tangibile nel successivo tour sold-out. Di più: la loro alchimia è forte, «si trasforma in una bella amicizia, spontanea e sincera» – sentenzia il giovane compositore e docente di musica, con alle spalle progetti con Marco Mengoni, Fulminacci, Sick Luke, Shiva, bnkr44 e, per Sanremo 2024, con Alessandra Amoroso - e continua a regalare emozioni dal palco del Concertone del Primo maggio a Roma fino alle varie esibizioni live (tra cui anche un concerto in Castello a Brescia l’8 settembre 2023), passando per le radio e gli streaming in rapida ascesa.

Nasce dunque l’esigenza di pubblicare qualcosa di nuovo ed ecco il secondo disco «Tutta vita», che contiene il singolo di successo «Per due come noi» con Angelina Mango e a cui il bresciano come tastierista dà un serio contributo per realizzare gli arrangiamenti degli inediti «A noi non serve far l’amore» e, appunto, «Balorda nostalgia».
«Non era creata ad hoc per Sanremo – svela il giovane talento franciacortino parlando della canzone vincitrice della kermesse -. Cercavamo una ballad su cui fosse facile scrivere un testo melodico: il 13 settembre è nata così in studio una canzone libera che, "buttando giù un’idea al volo", a tratti quasi narrata a mo’ di storia, rispetta ciò che siamo e il nostro modo di essere. Il trionfo? Risultato tanto impensabile quanto gratificante: sembra uno scherzo. Siamo ancora nel vortice dei festeggiamenti, al culmine di una settimana irripetibile (con il pubblico in visibilio assiepato in strada a cantare all’unisono con l’interprete ligure, ndr)».
E non è finita qua: in attesa di capire cosa farà Olly con l’Eurovision Song Contest (la Rai vuole una risposta entro una settimana, con il secondo classificato Lucio Corsi in stand-by), sono già da tutto esaurito le 5 date in programma nei club per maggio come quelle nei palazzetti di novembre 2025 e marzo 2026. Chiaramente in ogni evento non mancherà Pierfrancesco al seguito che, in mezzo al tran tran, desidera tributare un pensiero alla terra natia: «Ci torno poco purtroppo – ammette -: vedrò di rimediare».
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