Nek: «A Sanremo tifavo Renga. Brescia? Come la mia Sassuolo»

Arriva a Brescia il «Nek Hits - European Tour». Nek (al secolo Filippo Neviani, 54 anni) sarà venerdì 13 marzo, alle 21 al teatro Dis_Play del Brixia Forum di via Caprera per celebrare con un concerto live oltre 30 anni di carriera, durante la quale ha venduto più di 10 milioni di dischi nel mondo (biglietti su Ticketone e Vivaticket). In attesa del live, l’artista ha risposto a qualche domanda.
Nek e Brescia: che rapporto c’è?
Brescia è una città bellissima. È a misura d’uomo, come la mia Sassuolo, dove ho deciso di rimanere a vivere evitando il caos della grande metropoli.
Una forte amicizia la lega al nostro conterraneo Francesco Renga, con cui ha condiviso diverse esperienze. Ha avuto modo di sentirlo durante l'ultimo Sanremo?
Sì, l’ho seguito da Spoleto, dove ero impegnato con l’allestimento del tour. Naturalmente ho tifato per lui: si è presentato con una bella canzone e ha portato all’Ariston tutta la sua sensibilità e il suo mestiere.

Le è piaciuto il festival? Cosa pensa del premio alla carriera consegnato al collega Fausto Leali?
Il Festival mi piace sempre: trovo in particolare che sia il giusto contesto per omaggiare chi ha scritto pagine importanti della storia della musica italiana, come senz’altro è il caso di Fausto Leali.
Torniamo al tour «Nek Hits» intrapreso da poco: come sta andando?
Le prime serate sono state piene di gente e di emozioni: io canto e suono il basso, mentre Emiliano Fantuzzi e Luciano Galloni mi accompagnano alla chitarra e alla batteria. Formiamo il power trio perfetto che genera un suono più ruvido, essenziale e cattivo rispetto alle versioni originali dei brani iconici che il pubblico già conosce.
Cosa ha inserito in scaletta?
Non mancano certo gli imprescindibili, quelli etichettati come hit: da «Lascia che io sia» a «Laura non c’è», da «Se io non avessi te» a «Sei grande», passando per «Fatti avanti amore», «Almeno stavolta» e così via.
Pezzi assoluti, che porterà poi anche all’estero…
Suonare fuori dall’Italia e vedere i nostri connazionali intonare le mie canzoni è ogni volta una gioia enorme: per loro è come sentirsi un po’ più a casa per una sera. Poi ci sono le persone del posto che (cominciano a essere tanti) hanno conosciuto la mia musica: sentire e vedere che apprezzano quello che faccio, cantando in una lingua che non è la loro, è una sensazione bellissima.
Siamo curiosi: tra concerti e spostamenti, riesce a lavorare a qualcosa di nuovo?
Diciamo che non mi sono mai fermato: negli ultimi mesi ero impegnato in tv con il talent-show «The Voice» (in veste di coach per versioni Senior, Kis e Generation, ndr). Adesso c’è il tour. Viaggiando tanto mi è capitato anche di scrivere, buttare giù nuove idee... sto lasciando che prendano forma senza fretta, non ho scadenze, voglio seguire l’ispirazione e vedere dove mi porterà.
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