Mattia Stanga: «Da grande voglio condurre Sanremo»

«Da grande voglio fare il presentatore di Sanremo»: se questo è il sogno di Mattia Stanga, la sua carriera è già incanalata piuttosto bene verso l’obiettivo. Il content creator bresciano (che ormai non è più solo content creator) sarà anche quest’anno in Riviera, dopo aver condotto il Prima Festival nel 2024. Il nuovo direttore artistico del Festival di Sanremo, Carlo Conti, lo ha chiamato per condurre insieme a Jody Cecchetto i collegamenti che durante le serate della kermesse – che comincia domani, martedì, e che si concluderà sabato 15 febbraio – farà con il Suzuki Stage, il palco esterno all’Ariston su cui si esibiranno diversi artisti.
Mentre è in viaggio per Sanremo l’agitazione inizia a salire, ma stavolta l’ansia non è così martellante e soprattutto il Festivàl è sempre più familiare: ce lo ha svelato durante un’intervista nella quale ha raccontato anche del suo rapporto con la moda, di quello con l’accento bresciano, dei sogni nel cassetto che sta coltivando studiando a fondo e del suo personalissimo toto-vincitori.
Mattia, lo scorso anno per il Prima Festival c’era stato bisogno di una figura professionale per gestire l’ansia. Quest’anno la pressione è la stessa o il Festival inizia a essere più familiare?
Mi sto agitando ora! Fino a pochi giorni fa era tutto ok, ma comincia a farsi sentire il mal di pancia. Sento la tensione, ma ho voglia, e devo ammettere che la situazione è più tranquilla dello scorso anno. L’adrenalina c’è, ma è giusto che ci sia, sarebbe strano il contrario.
Come si è preparato stavolta?
Da settembre sto frequentando una scuola di recitazione a Milano. Non mi sono preparato appositamente per Sanremo, ma mi sto applicando per ampliare gli orizzonti. Ciò che sto imparando (l’accademia dura tre anni) tornerà utile sul palco. E certamente l’esperienza dello scorso anno a Sanremo a sua volta è stata per me una scuola.
Rispetto allo scorso anno in che veste la vedremo?
Sarà un collegamento esterno dal palco Suzuki. Io e Jody presenteremo i cantanti e rispetto al 2024 – che era una situazione più tranquilla: non presentavo nessun cantante – questo si avvicina di più a ciò che vorrei fare da grande.
Ovvero?
Il presentatore di Sanremo. Quello è il sogno. Da qui a dieci anni voglio essere sul palco dell’Ariston! Questo è uno step che va ad aggiungersi all’esperienza del Prima Festival. Magari l’anno prossimo mi affidano il Dopo Festival, chissà. Anche se da buon bresciano a mezzanotte vorrei già essere a dormire, ma non diciamolo al direttore artistico.

Sanremo 2025: per chi tifa Mattia Stanga?
Non so se sono influenzato dai giornalisti e dai giudizi positivi che ho sentito, ma credo che Giorgia sia una papabile vincitrice. Dicono che il brano sia davvero incredibile e si vocifera che l’orchestra durante le prove abbia fatto una standing ovation. Mi piacerebbe vedere sul podio Noemi (che per tre volte non l’ha raggiunto quando secondo me lo meritava parecchio). Terzo vedrei bene Achille Lauro. E ho sentito che il brano dei Coma_cose entra in testa e non ti esce più.
Chi sono gli artisti che non vede l’ora di presentare dal Suzuki Stage?
Mario Tedua, di cui sono fan. E poi Big Mama, che lo scorso anno era al suo primo Sanremo come me. Una super giusta.
È dal 2020 che crea contenuti per diversi schemi, non solo per i social. Le hanno mai fatto pesare l’accento bresciano?
C’è sempre chi mi dice che si sente, ma mi caratterizza. Se avessi un accento romano o napoletano sarei meno riconoscibile. C’è anche chi non associa la mia faccia al nome, ma la voce sì. Se dovessi perdere questo tratto non sarei io. Certo, non significa che non possa imparare a parlare in dizione, ma non voglio perdere il mio essere. Sarebbe come se un cantante cambiasse il proprio timbro.
Che brand vestirà quest’anno?
Più o meno quelli dello scorso anno: Dior, Fendi, Thom Browne, Louis Vuitton, Margiela...
Che rapporto ha in generale con la moda e con la sua immagine?
In base a come mi sento, mi vesto. E mi piace cambiare. L’anno scorso forse ero più istituzionale, era la prima volta lì. Anche ora lo sono, ma oso un po’ di più. Non ho esagerato, ma i cappotti saranno più over e azzarderò anche con le spalline. Margiela si inserisce in questo nuovo stile, sono contento, mi rappresenta molto.
E sotto è sempre ben coperto...
Certo! Porto sempre la maglia termica, anche se non si vede.
Il mondo (non solo quello dei social) è velocissimo. Dove la porterà la carriera?
Chissà. Non mi sarei aspettato lo scorso anno Sanremo e nemmeno ora mi sarei aspettato che mi richiamassero. Con un direttore artistico diverso, peraltro. Sono l’unico che ha riconfermato, quindi lo leggo come un campanello positivo. Studiare sto studiando. Per migliorare c’è sempre tempo e io mi auguro di crescere.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@I bresciani siamo noi
Brescia la forte, Brescia la ferrea: volti, persone e storie nella Leonessa d’Italia.
