Nel Festival di Sanremo 2026 ci sono almeno tre artisti che hanno mosso i primi – fondamentali – passi in locali della nostra città. In un club, in particolare, che è stato al centro del dibattito di questi giorni e che conclude ufficialmente la propria storia oggi. Parliamo del Lio Bar di via Togni, dietro la stazione, aperto nel lontano 1993. «Ho saputo della notizia e mi dispiace davvero tanto – commenta Tommaso Paradiso, tra i protagonisti di questo Festival di Sanremo –. Provo affetto per quel locale. È stato tra i primi nei quali mi sono esibito». Erano i tempi in cui Thegiornalisti, la band di cui è stato frontman per un decennio, non erano ancora famosi. «Sapere che chiude il Lio e che chiudono posti simili mi addolora», prosegue. Pur ammettendo di vivere con positività la propria esperienza in Riviera con il brano «I romantici», ricorda di essere un artista molto più legato alla dimensione-palco (da quello del Lio a palazzetti e venue ancora più grandi) che di uno show comunque televisivo.
Dell’importanza transgenerazionale della creazione di Lino «Lio» Torreggiani si è scritto parecchio. Ma il collegamento tra la scena che quel locale ha contribuito a creare e il palco più importante d’Italia è evidente. Se è vero che – per restare sempre e soltanto a questa edizione – c’è passata più volte anche Maria Antonietta, oggi in gara con Colombre con il brano «La felicità e basta». Lo aveva fatto da artista ultra emergente e, ancora prima, con il due shoe-gaze Young Wrists.




