Il rumore di un treno in arrivo, il suono di un temporale, l’apertura di una zip o il classico ritmo travolgente («tunz tunz» e cassa dritta) da discoteca, con tanto di distorsioni da dj. Ecco una parte del repertorio del 32enne bresciano Isam Maarouf.
Già vicecampione italiano di beatbox nel 2015 e semifinalista nel 2016 a «Italia’s got talent» (il video dell’esibizione ha avuto ben 37 milioni di streaming su YouTube) porta ora la propria abilità nel riprodurre suoni alla finale del talent-show «Dalla strada al palco special». L’appuntamento va in onda sabato 23 maggio in prima serata su Rai1, quando sarà il pubblico in studio a proclamare il vincitore.
«Mi sto preparando al meglio – dice il giovane, originario del Marocco ma residente dal 2008 in provincia, a San Paolo –. Come mai di nuovo sul piccolo schermo dopo tanto tempo? Mi sono rimesso in gioco perché ho un obiettivo personale da coronare: dopo aver perso qualche anno fa mio padre e mia sorella nel giro di poche settimane, sto ancora attraversando un periodo complicato in famiglia e col premio in palio (10mila euro in gettoni d’oro, ndr) vorrei fare un regalo a mia madre».
Isam parla con schiettezza senza nascondere le proprie fragilità. «Sono balbuziente e per questo in passato sono stato preso in giro – aggiunge –, ma quando faccio beatbox sto bene. Mi sento libero: è la mia medicina, e la mia forma preferita per comunicare».
Basta vedere gli occhi che s’illuminano incrociando quelli divertiti di grandi e piccoli mentre è in azione. E poco importa se ciò accade in un palazzetto per l’apertura dei concerti di rapper come Guè e Salmo, al FestivalZoo in Castello, davanti a pochi intimi o in una giornata di sole in piazza Loggia. Luogo, questo, a lui caro: «Ho mosso lì i primi passi da busker, facendo da sottofondo ai cantanti Mr. Rain e Galup» confida. E sogna: «Vorrei trasformare la mia passione in un lavoro: mi piacerebbe trasmetterla ai ragazzi come insegnante».



