Alice incanta Brescia: concerto sold out al Borsoni

Al pubblico bresciano, la musa di Franco Battiato ha regalato uno spettacolo da ascoltare in assorta contemplazione
Giacomo Baroni
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Alice al Borsoni per il Banco dell'Energia

Come una poesia appassionata, avvolgente ed elegante. Così Alice in concerto al Teatro Renato Borsoni con il suo «Master Songs» per una serata sold out a supporto di Fondazione Banco dell’energia, ente filantropico di A2A nato per aiutare le persone in difficoltà economica e sociale realizzando progetti legati al contrasto della povertà energetica.

Lo spettacolo

Il concerto di Alice al Teatro Borsoni
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Il concerto di Alice al Teatro Borsoni

Al pubblico bresciano, la musa di Franco Battiato ha regalato uno spettacolo da ascoltare in assorta contemplazione, tra brani autografi, alcune delle canzoni più belle del Maestro di Milo e qualche altro tesoro della canzone italiana.

Col suo sapore ambient, dai toni orientali, «Gli ultimi fuochi» sembra la naturale prosecuzione del lungo silenzio curioso che attende la cantante quando si spengono le luci. Un andamento spirituale, quasi ultraterreno, che si trasmette alla ballata di Fabrizio De André «Un blasfemo», seguita dall’intensità de «La canzone dell'amore perduto», sempre di Faber.

«1943», scritta per lei da Mino Di Martino, fa idealmente coppia con «Auschwitz» di Francesco Guccini, un’altra tappa toccante del «Viaggio in Italia» di Alice. Il primo dei «Gioielli Rubati» a Battiato è invece una dolcissima e rapita «Prospettiva Nevski» che la cantante fa vivere con trasporto.

Alice è bravissima a fare suoi i brani con grande forza espressiva e interpretativa, riempiendoli di sentimento e sostanza. Il pubblico si gode il concerto affascinato e concentrato, pare che non voglia perdersi una singola nota. La musica del trio che la accompagna è densa e fatta di arrangiamenti estremamente curati, ricchissima negli incastri tra strumenti acustici ed elettronici che danno grande profondità e avvolgono tutto con calore.

Carlo Guaitoli

Carlo Guaitoli al pianoforte è l'altro protagonista della serata; bellissimi specialmente gli accompagnamenti ricamati insieme al violoncello di Chiara Trentin e alle chitarre di Antonello D'Urso. Tra i pezzi brillano la delicata e toccante «Almeno pensami» di Lucio Dalla, il forte impatto di «Veleni», l’ultima canzone che Battiato ha scritto per Alice, il delizioso quadretto «Atlantide» di Francesco De Gregori. Splendido poi il trio di canzoni nate dalla poesia: «Inniò» di Pierluigi Cappello è piena di commovente luminosità, cantata in friulano come «Anìn a grîs», pezzo dal gusto antico originato dai versi di Maria Di Gleria, mentre «La recessione» di Pier Paolo Pasolini diventa una canzone evocativa ed emozionante.

La parte conclusiva del concerto è meno intima ma più travolgente, dedicata ai classiconi: emozionata ed emozionante «I treni di Tozeur», solare e potente «Il vento caldo dell'estate», incantevoli «Nomadi» e «Il sole nella pioggia» scritte per Alice da Juri Camisasca.

L'energico congedo è sempre e inevitabilmente nel segno di Battiato con l'inno «Per Elisa» che non sembra invecchiato di un giorno e la cavalcata rock «Chan-son egocentrique».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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