Bellissimo successo, coronato da un bis richiestissimo, l’altra sera al Teatro Grande, per il Concerto di Natale,realizzato con «Le Settimane Barocche di Brescia», concerto registrato interamente da Teletutto, che lo manderà in onda la sera di Natale (sabato 25 dicembre) alle 20,30.
Erano di scena l’Accademia dell’Annunciata e l’Ars Cantica Choir, diretti da Riccardo Doni, che stava anche al cembalo. Hanno offerto, usando strumenti originali, due Cantate di J. S. Bach, un Concerto grosso di Sammartini e il"Magnificat" di Galuppi,proponendo una sorta di viaggio spirituale fra autori germanici e italiani,questi ultimi tardo- settecenteschi. Bach e Galuppi. Ma l’attenzione era volta soprattutto a Bach e a Galuppi: Bach interessa sempre ed è raro da noi sentire Cantate dal vivo; Galuppi è assai noto, ma difficilmente si esegue il suo repertorio sacro.Quindi il concerto è stato molto seguito.
La prima Cantata (archi in piedi, tranne i violoncelli), «Jauchzet Gott in allen Landen» BWV 51, con Gabriele Cassone alla tromba naturale ed il soprano Giulia Bolcato,non è bellissima, ma assai virtuosistica sia per la tromba sia per il soprano. Cassone, come sempre, è stato bravissimo, il soprano - scelto per la sua duttilità e per la sua tecnica- è apparsa più sicura nell’altra Cantata e nel «Magnificat» di Galuppi.
La seconda Cantata proposta, che si avvaleva anche della presenza preminente del Coro e di un fagotto aggiunto ai bassi, era «Nach Dir, Herr, Verlanger, Mich BWV 150» ed è probabilmente la prima Cantata di Bach: spettacolare e bellissima, mette in una luce particolare (guardare al presente talvolta ricorrendo all’antico) la grandezza dell’Autore (che, quasi certamente, era giovane), la sua maestria contrappuntistica, il suo Genio e le sue fonti. V’era poi un bravissimo coro: Ars Cantica, istruito da Marco Berrini: è più che preparato, sensibile e intonato. Un coro eccellente.
E poi il Concerto grosso di Sammartini (5 tempi con il finale, Pastorale), individuato come natalizio per via della Pastorale, Concerto difficile per il Primo Violino, impegnato in variazioni, però solo molto ripetitivo. Infine il «Magnificat» di Baldassarre Galuppi, una composizione che «sa» di opera buffa: riprende spesso moduli pergolesiani, ma anche cimarosiani. Qui la voce del soprano Giulia Bolcato s’è fatta più dolce, qui ha brillato il Coro, qui s’è fatto valere, ancora una volta, il violoncellista Paolo Beschi, che era il principale basso-continuo insieme al clavicembalo. Vivace la direzione di Riccardo Doni, clavicembalista molto efficace. Per bis la parte finale del «Magnificat».



