«Eritria»: il fantasy di Bloodymary è ambientato a Tremosine

Da esordio letterario a libro di lettura nelle scuole, nel giro di pochi mesi: è il felice destino di «Eritria», prima fatica della scrittrice bresciana Bloodymary, pseudonimo dietro cui si nasconde una specializzanda in Neuropsichiatria infantile con il talento per la scrittura e la passione per le fiabe.
Per i ragazzi
Pubblicato a maggio 2024 dalla casa editrice della Libreria Tarantola di Brescia, il libro, un racconto fantastico ambientato a Tremosine, in autunno è stato ordinato in 244 copie per essere letto dagli studenti dalle scuole medie di Castelmella, Gottolengo e delle paritarie «Rogazionisti» di Desenzano. Proprio qui il 31 gennaio Bloodymary ha incontrato per la prima volta i suoi giovani lettori, in un appuntamento inserito nel progetto di promozione culturale «Qualcuno con cui leggere», che da più di dieci anni promuove l’incontro tra autori e studenti.
«Sono molto contenta, mi sembra un sogno», commenta Bloodymary. «Ho cominciato a scrivere il libro quando ero in terza media e poi quell’estate in una vacanza a Campo Tres, prima di lasciarlo nel cassetto per alcuni anni. La cosa più emozionante dell’incontro a Desenzano è stato pensare di avere davanti ragazzi dell’età che avevo io quando ho iniziato a scrivere: non avevo idea che sarebbe andata così, ho esortato loro a non abbandonare i propri sogni».
I temi
Il libro narra le avventure di una ragazzina rimasta orfana che si trasferisce a casa di una misteriosa zia, in un borgo tra i boschi dove incontra nuovi amici e vive avventure fantastiche. Ma oltre che una fiaba il libro è una riflessione sul genere, con riferimenti agli studi del linguista russo Vladimir Propp e al «Castello dei destini incrociati» di Italo Calvino.
Non mancano riferimenti alla matematica, con la teoria dei giochi, e all’architettura di Antoni Gaudì: «È un libro di narrativa, ma per scriverlo ho studiato molto», dice Bloodymary, la cui scelta dell’anonimato si lega al suo progetto letterario: «È il primo libro di una trilogia, seguiranno un testo sul mito e un altro sulla leggenda, tutti generi legati alla tradizione letteraria orale, senza autore – spiega –. Mi firmo con un nome d’arte per separare la scrittura dalla quotidianità ed essere più libera di esprimermi».
Incontri
Dopo Desenzano, dove Bloodymary ha dialogato con oltre 60 studenti di prima, seconda e terza media, seguiranno incontri con le classi delle altre due scuole che hanno adottato il libro all’interno di «Qualcuno con cui leggere».
«L’editore Tarantola ha creduto subito nel lavoro di Bloodymary – racconta la responsabile del progetto Melania Gastaldi – proponendomelo prima ancora di presentarlo in libreria. Ho pensato fosse molto adatto alle scuole, per il contesto in cui è nato e perché fantasy, un genere molto apprezzato», conclude.
«Ci tengo a ringraziare l’editore Tarantola per la professionalità e la disponibilità – dice Bloodymary – ma anche Melania Gastaldi per avermi coinvolta nel suo progetto e tutti i ragazzi che hanno letto il libro e lo leggeranno. Adesso mi piacerebbe creare un blog di fiabe in cui raccogliere online le storie raccontate dai nonni che chi vuole può mandarmi all’indirizzo mail che si trova sul sito del libro, Eritria».
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