Il nome di battaglia è frutto dell’intuizione di un giornalista che, presentando un concerto milanese di una leggenda del blues come John Mayall, il «Leone di Manchester», argomentò: «Noi abbiamo Fabio Treves, il Puma di Lambrate».
Armonicista sopraffino votato al verbo del blues, che per lui è innanzitutto uno stile di vita, Treves è il pioniere del genere in Italia e si è speso come nessun altro per la sua diffusione e quella dei valori connessi («Fratellanza, dignità, rispetto, solidarietà» spiega), suonando dappertutto, dai teatri ai centri sociali, dagli stadi ai club, dalle carceri alla case di riposo. Stasera torna alla Festa di Radio Onda d’Urto, headliner in una serata imperniata sulla «musica del diavolo», che comincia con il bresciano Cek Franceschetti (e gli Stompers), prosegue con l’americano Neal Black & the Healers, per culminare (intorno alle 22) con la Treves Blues Band, in cui ci sono Kid Gariazzo a chitarra e voce, Gab Dellepiane al basso, Massimo Serra alla batteria.



