Cultura

Dream Theater: «Il Grammy? Nato da puro divertimento»

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I Dream Theater «regalano» a Brescia l’unica data nel Nord Italia del loro tour
I Dream Theater «regalano» a Brescia l’unica data nel Nord Italia del loro tour
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C’è chi li ama e c’è chi li odia, spesso per le stesse ragioni. Certo è che i Dream Theater, una delle band che ha dato forma al progressive metal con la sua musica fortemente improntata alla complessità e al virtuosismo portati agli estremi livelli, non possono lasciare indifferenti. Il gruppo originario di Boston sarà in concerto a Brescia mercoledì 25 gennaio, al Gran Teatro Morato, di via San Zeno per l’unica data nel Nord Italia del tour «Top Of The World».

Sul tetto del mondo, i Dream Theater ci sono saliti davvero ad aprile, con la vittoria del Grammy Award come Best Metal Performance per il brano «The Alien»: «Ottenere questo premio è una grande ricompensa per chiunque non abbia paura di essere se stesso e faccia il massimo possibile con i suoi talenti» racconta al nostro quotidiano il batterista Mike Mangini, parlando del brano tratto dall’album «A View From The Top Of The World», uscito l’anno scorso.

«"The Alien" è stata scritta in un momento di puro divertimento. Stavo giocando con alcuni beat, provandone diverse versioni. La cosa è precipitata a valanga in dei riff suonati dagli altri ragazzi; prima che ce ne rendessimo conto avevamo un paio di parti scritte, non è rimasto altro da fare che proseguire». Il prezzo dei biglietti è di 69 euro per la tribuna numerata, 80,50 euro per la prima platea e 92 per la seconda platea; prevendite online su Ticketmaster, TicketOne e circuiti abilitati. L’apertura dei cancelli sarà alle 19; prima dei Dream Theater salirà sul palco alle 20 il gruppo symphonic metal finlandese Arion.

Siete una delle band più influenti al mondo. Questo vi fa sentire il peso di una responsabilità artistica?

Sentiamo questa responsabilità nel creare qualcosa che le persone possano divertirsi ad ascoltare. Come ho detto prima riguardo al Grammy, credo che continueremo a soddisfare il pubblico se manterremo l’identità del nostro nucleo musicale e a divertirci scrivendo e suonando i pezzi.

«A View From The Top Of The World» è nato negli spazi del nuovo Dream Theater Headquarters. Com’è poter produrre musica in «casa» propria?

Creare musica al DTHQ (così lo chiamiamo noi) ci dà un importante senso di comfort, senza lo stress di dover affrettare nessun processo. Dato che lì possiamo conoscere il nostro sound sempre di più, abbiamo un maggiore controllo, perché riusciamo a capire quali sono i risultati possibili. L’altra componente importante è che lavorare con lo stesso ingegnere ci dà consistenza, ci permette di scegliere la strumentazione, il set up e le possibilità di registrazione riflettendoci bene, senza dover tirare troppo a indovinare. Infine, conoscere i dintorni del posto, i luoghi dove mangiare e stabilire una nostra routine è confortevole, avere tutta la nostra strumentazione in un luogo solo un grande lusso.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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