Per oltre quarant’anni è stato colonna portante dei live di Vasco, ma alla festa del cinquantesimo non ci sarà. La notizia è detonata nel mondo musicale a partire dai social, dove il bresciano Diego Spagnoli, tecnico del Blasco dal 1982, ha pubblicato un eloquentissimo post.
L’annuncio via social
«Avrei voluto salutarvi in un altro modo, ma siccome non sono un Ufo mi tocca farmi vivo adesso. Innanzitutto sia ben chiaro che non c’è nessun altro all’infuori di me che abbia deciso di non partecipare al prossimo evento previsto a Roma nel 2027». Come dire, non sono stato costretto a fare nulla e mi assumo la piena responsabilità delle mie decisioni.
«Come ho già ribadito non cercate la colpa negli altri. Nessun direttore artistico o vertice ha deciso la mia rinuncia» ribadisce con fermezza l’uomo che ha contribuito al culto laico di Vasco. Eppure il video che correda il messaggio è forse più esplicativo del testo. In apertura si vede il bassista Claudio Il Gallo Golinelli che in risposta a una domanda diretta sul presunto divorzio in atto risponde sornione «Non me ne frega un caxxo».
«Mi sono svegliato molto presto per andare a Milano a fare un allestimento – prosegue il video inquadrando Spagnoli –. Prendo in mano il telefono, guardo i social e la cosa bella è che da un po’ di giorni ricevo messaggi con domande una più bella dell’altra. In prima istanza vorrei essere chiaro: è una scelta mia. L'ho scelto io. Ci sono gli avvistatori di UFO, ma anche persone a cui non frega assolutamente un ca**o. Quando mi domandate il perché di questa scelta, sappiate che non ve lo dirò mai. È una decisione mia, assolutamente personale. Piuttosto che chiedermi questo, vi dico io una cosa: perché dovrei rimanere quando c’è qualcuno a cui non frega un ca**o?».
Avvisaglie
Un fulmine a ciel sereno, anche se a dirla tutta le avvisaglie social risalgono a qualche giorno prima. Quando Diego aveva pubblicato un post eloquente e sibillino insieme parlando di rese dei conti ed invitando a «cercare i meriti dentro noi stessi». Forse perché invece qualcuno ha mancato di riconoscere i suoi?
Lo lascerebbe intendere il lungo post pubblicato dal Blasco in persona, che ha deciso di rivelare i motivi dello strappo. «Quanto alle ragioni della separazione, non c’è alcun mistero. lui non ve lo dirà mai ma ve lo dico io: durante le prove abbiamo avuto una discussione sul palco, davanti a due persone. Ero nervoso e teso, ma non è una giustificazione. Gli ho detto quello che pensavo e lui si è sentito offeso. Mi dispiace».
Per il resto il Komandate dedica al suo ormai ex direttore di palco solo parole di zucchero: «Mi dispiace per la decisione di Diego di lasciare questa avventura cominciata insieme più di quarant’anni fa. Proprio adesso che ci prepariamo a festeggiare cinquant’anni di musica sempre al massimo, con dieci concerti a Roma! Ringrazio Diego per la gioia, la professionalità e tutti questi anni insieme. È stato il mio complice sul palco. L’ho voluto al mio fianco dal primo giorno. (…) Ha portato a termine il tour con grande professionalità e, dopo l’ultimo concerto, mi ha mandato un video spiegandomi le sue ragioni. Naturalmente Diego non è sostituibile. Diego è Diego. Ma dobbiamo andare avanti e troveremo una soluzione per continuare lo spettacolo. mai dire mai.. chi vivrà vedrà».
Se il Blasco ventila un possibile riconciliazione, meno lo sono i toni di Spagnoli, che pur rivolgendo un pensiero affettuoso per i fan e per gli addetti ai lavori – «auguro a tutti voi, al di qua e al di là delle transenne uno splendido evento e che tutto vada per il meglio anche senza di me» – non rinuncia a un affondo finale – «Quando c’è un Giubileo io vado a San Pietro, Vaticano… Che non è Roma».
Una fine che chiude un cerchio, come preconizzata Vasco nel brano che apriva il suo disco d’esordio, nel 1978: «La nostra relazione è ormai arrivata al termine / ...e dopo tanto tempo che siamo stati insieme / non puoi pretendere di avermi ancora qui».




