Brescia si prepara ad accogliere uno scorcio di Rinascimento, sospeso tra grandi avvenimenti e intime relazioni. Presentato al recente Salone del Libro di Torino, l’ultimo romanzo di Paolo Aresi, «Pettirosso che miri i miei occhi», farà tappa alla libreria Tarantola giovedì 5 giugno alle 18. Il volume è stato commissionato dalle «Terre Colleonesche» e dal «Luogo Pio Colleoni» per i 550 anni dalla morte di Bartolomeo Colleoni.
Per l’occasione, insieme all’autore, sarà presente un’attrice che, indossando abiti originali dell’epoca, interpreterà alcuni brani del romanzo, accompagnata da un musicista.
La storia
«Pettirosso che miri i miei occhi» racconta la storia di Medea Colleoni, fanciulla morta prima dei quindici anni e di cui la storia ha lasciato poche tracce. Di certo fu la figlia prediletta del condottiero Bartolomeo Colleoni, celebre per aver militato con i Visconti e gli Sforza di Milano e per aver ottenuto, nel 1455, il prestigioso incarico di capitano generale a vita della Repubblica di Venezia, dunque anche del territorio bresciano. Colleoni guidò l’esercito veneziano con successo e fu tra i primi a introdurre l’uso sistematico delle armi da fuoco nelle battaglie. Una carriera militare brillantissima, che nulla poté contro il dolore per la perdita della figlia.
Medea fu sepolta nel prezioso sarcofago in marmo scolpito da Giovanni Antonio Amadeo, voluto dal padre e ancora oggi visibile nella Cappella Colleoni, a Bergamo Alta, dove sono conservate le sue spoglie.
La narrazione
Attraverso la forma immaginaria di un diario degli ultimi mesi di vita, il romanzo restituisce voce e presenza a questa giovane figura del Quattrocento. È un’opera di immaginazione, ma rigorosa nella ricostruzione storica: racconta il mondo di quell’epoca e il grande amore vissuto dalla giovanissima Medea, trasformando una figura lontana nel tempo in una ragazza viva, palpitante e sorprendentemente vicina alla sensibilità contemporanea.


