Chi, almeno una volta nella vita, magari da bambino, non si è sentito rivolgere l’epiteto can de l’ùa (o anche óa)? Sì, ma che ha a che vedere il cane con l’uva? Chi è fuori posto?
Siamo ancora una volta sui territori della paretimologia – che parolaccia! – quella “cosa” che inventiamo tutte le volte che attribuiamo a una parola origini più o meno fantasiose sulla base di somiglianze, analogie, suggestioni e che qui – a forsa de dai e dai! – è diventata patrimonio linguistico comune.




