La vera storia del dügal, il fratellino della seriöla

«Da noi però canale si dice anche dügàl» mi segnalano alcuni lettori, dopo aver letto la dialèktika di domenica scorsa dedicata alla seriöla. Verissimo! Tant’è che, per antonomasia, Dugale è anche il nome dell’antico canale che scorre sotto la città e che, grazie all’associazione Brescia Underground, che organizza gli avventurosi tour sotterranei, è ancora possibile visitare.
Canale fatto a’ traverso a campi delle colline per raccorre l’acqua piovana; e ancora Solco acquajo. E quello che a traverso al campo, per ricever l’acqua degli altri solchi, e trarnela fuori: a dircelo è il “solito” Vocabolario dei Seminaristi. Ritroviamo il vocabolo in varie forme: dügàl, dugàl, dögàl, o anche dögalì, dögalèt, dugaröl ecc. e spesso, con la lenizione della d in g, giügàl, giügalì ecc. Il termine è antichissimo, tanto che lo cita anche l’illustre vocabolario del Du Cange, quello del latino medievale: Canalis, per quem aquae ducuntur et effluunt: canale dove sono convogliate e scorrono le acque. All’origine vi è probabilmente il latino doga, con significato di vaso, contenitore; ne ritroviamo un altro esito nel francese douve – fossato – mentre in italiano è attestato dogàia – canale. Questo doga poi – così ipotizzano gli esperti – sarebbe vocabolo arrivato in latino piuttosto tardi, un prestito dal greco doché o doké, che ha a che vedere con il verbo dékomai, ricevere, accogliere.
Uno dice: ecco, c’è il sole, faccio due passi tra i campi, attraverso un canale, un giügalì…E guarda un po’ che giro etimologico mi tocca fare: antica Roma, Francia, Grecia. Questo dialetto non smette mai di stupirci!
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