Cultura

Dal teatro alla danza, gli spettacoli da non perdere a Brescia nel 2026

Ci sono comicità, testi classici e drammaturgie contemporanee: ecco una selezione per tutti, tra Brescia e la provincia
Il Teatro Sociale di Brescia - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
Il Teatro Sociale di Brescia - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
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Non solo arte e non solo musica. Il 2026 bresciano è ricchissimo anche di spettacoli teatrali e performativi che vale davvero la pena non perdere. Negli ampi cartelloni dei diversi luoghi cittadini e della provincia si trovano appuntamenti per tutti. Abbiamo selezionato alcuni tra quelli più interessanti.

Ctb

Il cartellone del Centro Teatrale Bresciano per il 2025-2026 unisce grandi classici e drammaturgia moderna, con produzioni che parlano al presente senza rinunciare alla solidità del repertorio. Al Teatro Sociale arriva il «Riccardo III» di William Shakespeare (13-18 gennaio 2026), adattamento di uno dei testi più emblematici della drammaturgia occidentale. La figura del sovrano ambizioso e spietato continua a offrire una riflessione attuale su potere, manipolazione e responsabilità politica.

Sempre al Sociale va in scena «Il lutto si addice ad Elettra» di Eugene O’Neill (27 gennaio-1 febbraio 2026), opera centrale del teatro americano del Novecento. La riscrittura moderna del mito greco diventa un’indagine profonda sui legami familiari, sul senso di colpa e sull’identità individuale.

Con «Il berretto a sonagli» di Luigi Pirandello (11-15 marzo 2026), il Teatro Sociale ospita uno dei testi più significativi del teatro italiano. Pirandello mette al centro il conflitto tra verità e convenzione sociale, tra follia apparente e follia collettiva.

La drammaturgia contemporanea trova spazio al Teatro Mina Mezzadri con «Noi, gli eroi» di Jean-Luc Lagarce (17-22 marzo 2026). Autore molto rappresentato nei teatri europei, Lagarce costruisce una scrittura sospesa tra ironia e malinconia, capace di raccontare la fragilità umana e il senso di inadeguatezza.

Chiude il percorso shakespeariano «La tempesta» (25–29 marzo 2026), di nuovo al Teatro Sociale. È un testo che intreccia magia, potere e riconciliazione, e che permette molteplici livelli di interpretazione.

Teatro Grande

La stagione di danza del Teatro Grande si conferma uno dei punti di riferimento per la scena contemporanea. Il 13 marzo 2026 va in scena «Il cimento dell’armonia e dell’inventione», creazione di Anne Teresa De Keersmaeker e Radouan Mriziga a partire da «Le quattro stagioni» di Antonio Vivaldi. La coreografia nasce dall’incisione di Amandine Beyer con l’ensemble Gli Incogniti e si sviluppa come un’analisi del rapporto tra struttura musicale, natura e movimento. La riflessione sul ciclo delle stagioni diventa anche una presa di posizione sul tema della crisi climatica, senza retorica, attraverso un linguaggio coreografico che torna alla struttura per interrogare il presente.

L’11 e 12 aprile 2026 è la volta del Tao Dance Theater con «16» e «17», due nuove opere della Numerical Series. I lavori approfondiscono la cosiddetta tecnica del movimento circolare , concentrandosi sull’inerzia del corpo e sulla continuità del gesto. Il risultato è una danza astratta e rigorosa, che esplora il flusso del movimento come esperienza percettiva e temporale.

Teatro Odeon

Il Teatro Odeon di Lumezzane propone una programmazione che alterna comicità, teatro di parola e regia contemporanea. Il 23 gennaio 2026 salgono sul palco Corrado Nuzzo e Maria Di Biase con «Totalmente incompatibili», spettacolo che gioca sul contrasto di caratteri e linguaggi, mantenendo una scrittura leggera ma attenta all’osservazione del quotidiano.

Il 20 marzo 2026 Massimiliano Civica presenta «Capitolo due» di Neil Simon, regia premiata con il Premio Ubu 2025. Il testo affronta il tema delle relazioni e della ricostruzione affettiva dopo una perdita, con una regia essenziale che mette al centro le attrici e gli attori e la precisione della parola.

Il 15 aprile 2026 arriva «L’angelo della storia» del collettivo Sotterraneo, Premio Ubu 2022 come miglior spettacolo. È un lavoro che intreccia teatro, riflessione storica e linguaggi contemporanei, interrogando il rapporto tra memoria, progresso e narrazione.

Dis-Play e Clerici

La programmazione di Dis-Play guarda al racconto del presente attraverso linguaggi diversi. Il 4 marzo 2026 Max Angioni porta in scena «Anche meno», spettacolo comico che lavora sull’osservazione ironica della realtà quotidiana e sui meccanismi della stand-up. Il 9 marzo 2026 Stefano Nazzi presenta «Indagini live - Un’altra storia», adattamento dal vivo del formato podcast, che trasforma il racconto giornalistico in esperienza teatrale.

Al Teatro Clerici il 29 gennaio 2026 Luca Ravenna propone «Flamingo», spettacolo che mescola comicità e autobiografia generazionale. Il 6 marzo 2026 Pablo Trincia porta invece «L’uomo sbagliato - Un’inchiesta dal vivo», progetto che unisce giornalismo investigativo e teatro, ricostruendo un caso reale attraverso documenti, testimonianze e narrazione diretta.

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