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Cultura e spettacoli

La mela del Nuovo Eden tenta il pubblico: nuova stagione di film e incontri

Cinema d’essai, classici restaurati, un focus sugli Stati Uniti e proposte per tutti i gusti e per tutte le età: ecco la programmazione 2026-2027 del cinema in Carmine
Lisa Viviani
L'ingresso del cinema Nuovo Eden in via Nino Bixio
L'ingresso del cinema Nuovo Eden in via Nino Bixio

«Cinema is my (Nuovo) Eden»: con questo motto – ormai familiare – e con una nuova immagine di Chiara Arici si presenta la programmazione 2026/2027 del Cinema Nuovo Eden del Carmine, in via Nino Bixio. Un giardino di bellezza, quella del cinema d’essai, ma anche un «club», come l’ha definito il direttore di Fondazione Brescia Musei Stefano Karadjov, «dove stare insieme a persone simili nel percorso di divertimento e formazione».

La missione del Nuovo Eden, infatti, è rendere la sala cittadina un vero istituto culturale aperto permanentemente alla cittadinanza dove il linguaggio audiovisivo si fa strumento educativo. Un compito che – come mostrano i risultati raggiunti nella stagione appena conclusa – il Nuovo Eden sa svolgere con successo. Nel 2025, sono stati oltre 81mila gli spettatori totali, con un incremento dell’8,9% rispetto al 2024. Di questi, quasi 9mila quelli in età scolare, avvicinati dal progetto «Cinema per le scuole», riproposto anche per il 2026/2027.

La programmazione

L’offerta variegata è come la mela biblica cui rimanda la nuova campagna comunicativa: una tentazione per tutti i gusti. Pur mantenendo fede al principio ispiratore di un cinema di qualità, la programmazione è pensata per accogliere in sala un pubblico vario. Continueranno le rassegne dei grandi classici restaurati, grazie anche alla collaborazione con le grandi istituzioni dell’editoria cinematografica. Attraverso la collaborazione con la Cineteca di Bologna, torneranno sugli schermi capolavori come «L’infernale Quinlan» di Orson Welles o «Bellissima» di Luchino Visconti. Grazie a quella con Double Line, tra gennaio e marzo, arriveranno invece tre opere simbolo del cinema dell’Asia orientale. Non mancherà inoltre un pacchetto di titoli dedicati alla stagione natalizia.

Dopo i percorsi d’approfondimento già iniziati in autunno con il focus su Béla Tarr e Wim Wenders, la nuova offerta prevede anche una rassegna dedicata al regista Hirokazu Kore-eda, tra le figure più significative del cinema giapponese. Immancabili anche i cineconcerti, che mirano al connubio delle arti con un revival di tre opere di Méliès e una gemma del cinema espressionista, «Il gabinetto del dottor Caligari». Filone prezioso anche quello del cinema d’animazione che, come ribadito da Karadjov, è quel che «più direttamente manifesta il legame tra le belle arti e l’arte animata del cinema».

Critica e incontri

Ma se la mela biblica è il frutto della conoscenza, il Nuovo Eden si propone anche come uno spazio per coltivare lo spirito critico. In tale cornice si inscrive il ciclo di cinque incontri, previsti ogni sabato a partire dal 17 ottobre, «Made in USA. Il cinema statunitense dalle origini a oggi (e forse domani)», un’analisi del mito americano plasmato da Hollywood a cura della critica Emanuela Martini. Perché la mela aprì gli occhi alla coppia nell’Eden e aprire gli occhi è indispensabile per vivere nel mondo attuale con maggiore consapevolezza. «La cultura deve essere anche politica», ha ribadito, infatti, il consigliere Francesco Tomasini. «Se la cultura è solo intrattenimento, allora non è cultura».

Da leggere in quest’ottica, dunque, anche il Nazra Palestine Short Film Festival a ottobre, la proiezione di «The Librarians», il documentario di Kim Snyder sulla battaglia dei bibliotecari americani contro la censura, e quella dei quattro film per il Festival della Pace di novembre.

Accessibilità

Ma il Nuovo Eden mira soprattutto alla massima accessibilità, con un’offerta che tenta di accogliere anche coloro che difficilmente siederebbero tra il pubblico. Da «Piccolo Eden» con gli appuntamenti Autism Friendly alle proiezioni con fasciatoi per «Al cinema con il bebè» dedicato ai neogenitori, da «Indovina chi viene al cinema?», con proiezioni a volume ridotto e accompagnamento alla visione per le persone con disabilità, a «CineRiparo», per le persone senza dimora.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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