Cinema

Al cinema la nuova «Notte prima degli esami»: ora racconta la Gen Z

Cristiano Bolla
Nuovi attori, ma anche temi e focus su adolescenza e scuola tra social e eco-ansia: come sarà il nuovo film dedicato ai maturandi, ispirato al classico del 2006
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    Arriva al cinema Notte prima degli esami 3.0 - 01 Distribution
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Dal 19 marzo torna al cinema una saga simbolo della generazione Millennial, ma non come semplice operazione nostalgia. «Notte prima degli esami 3.0», diretto da Tommaso Renzoni e scritto con Fausto Brizzi, riparte da uno dei riti più riconoscibili della vita italiana, la maturità, per raccontare ragazzi che vivono dentro un orizzonte molto diverso da quello dei primi film. Il meccanismo resta lo stesso, almeno in apparenza: l’ultima notte prima della prova, gli amici, i sentimenti che si intrecciano, il timore dell’età adulta. A cambiare però è tutto ciò che sta intorno. Se vent’anni fa quel racconto si appoggiava soprattutto alla memoria, al gioco generazionale e a un’immagine più spensierata e patinata dell’adolescenza, oggi lo stesso passaggio viene riletto in un’epoca segnata dal giudizio dei social, dall’identità digitale, dall’ansia per il futuro e da una scuola che parla sempre più di competenze, autonomia e responsabilità personale.

Il primo film

Il primo «Notte prima degli esami», uscito al cinema nel 2006, era ambientato nella Roma del giugno 1989 e seguiva Luca Molinari e i suoi amici alle prese con la maturità, i primi amori e il temutissimo professor Martinelli. Diretto da Brizzi al debutto, con Nicolas Vaporidis, Cristiana Capotondi e Giorgio Faletti, il film costruiva il proprio fascino su una doppia prospettiva: da una parte parlava ai ragazzi, dall’altra trasformava gli anni Ottanta in un grande archivio sentimentale per gli adulti che li avevano vissuti o idealizzati. Era un racconto degli adolescenti degli anni ’80 pensato per i trentenni del terzo millennio e puntava molto sul fatto che le emozioni siano rimaste uguali anche al cambio delle epoche, abitudini e linguaggi. È stato un clamoroso successo commerciale: in Italia incassò 12,5 milioni di euro, diventando uno dei casi della stagione e contribuendo a scolpire nella memoria collettiva la canzone di Antonello Venditti, ormai un inno generazionale da rispolverare attorno a metà giugno, prima della maturità.

Accanto a questi temi, tuttavia, in quel primo film si poteva leggere un sottotesto culturale di cui si discute ancora oggi. Il primo «Notte prima degli esami» non era certo un manifesto politico, ma rifletteva bene un’Italia dei Duemila che guardava agli anni Ottanta come a uno spazio allegro, seducente, popolare, dove la leggerezza sembrava ancora una promessa credibile. La centralità del corpo, della bellezza, del desiderio maschile, della compagnia come microcosmo compatto e del divertimento come forma di libertà raccontava un immaginario molto preciso, più vicino all’edonismo televisivo e al consumismo di quel periodo etichettato come «Berlusconismo» che a una vera analisi del disagio giovanile. Smussando le letture più polemiche, si può dire che il film metteva in scena una giovinezza molto spettacolarizzata, sentimentale e rassicurante, ancora convinta che il mondo adulto fosse un approdo complicato ma in fondo raggiungibile.

Il primo Notte prima degli esami
Il primo Notte prima degli esami

Il seguito, «Notte prima degli esami - Oggi», è arrivato appena un anno dopo, il 14 febbraio 2007, riportando Luca Molinari in scena ma spostando l’azione nel presente di allora, cioè nel 2006 dei Mondiali, dell’iPod, dei flash mob e di un’adolescenza già più connessa. Nel cast sono entrati, accanto ai volti già noti, Carolina Crescentini, Giorgio Panariello e Serena Autieri. Anche questo secondo capitolo ha funzionato molto bene al botteghino: ha incassato 12,1 milioni di euro, però la ricezione fu meno calorosa. La critica lo ha considerato un passo indietro rispetto alla freschezza del primo film, perché l’operazione reggeva sul piano commerciale, ma aveva perso qualcosa di quell’equilibrio tra nostalgia, racconto generazionale e commedia sentimentale che aveva reso il primo un piccolo fenomeno culturale.

Notte prima degli esami oggi
Notte prima degli esami oggi

Terzo capitolo

Ora il terzo capitolo arriva in un contesto completamente diverso. «Notte prima degli esami 3.0» è ambientato ancora a Roma e segue un gruppo di liceali negli ultimi giorni prima della maturità: al centro ci sono Giulio e i suoi amici, tra amori segreti, gelosie, tradimenti, amicizie messe alla prova e tentativi di aggirare la severa professoressa Castelli, interpretata da Sabrina Ferilli. Il cast comprende anche Tommaso Cassissa, Adriano Moretti, Alice Lupparelli, Alice Maselli, Ditonellapiaga e Gian Marco Tognazzi, con una partecipazione speciale di Antonello Venditti che tiene vivo il legame con l’anima originaria della saga. Ma ciò che distingue davvero questo nuovo film non è tanto la trama di base, quanto il mondo in cui la trama si muove. I materiali di lancio e le interviste insistono tutti sullo stesso punto: oggi la maturità è attraversata da una pressione diversa, amplificata dai social, e le relazioni tra i giovani sono filtrate da dinamiche digitali che hanno cambiato il senso stesso della condivisione.

Il nuovo film, infatti, parla apertamente di Generazione Z, di intelligenza artificiale, eco-ansia, nuove forme di relazione e identità digitale. Sabrina Ferilli ha spiegato che la notte prima degli esami è uguale per tutti, ma che i ragazzi di oggi sono «molto più consapevoli e coscienti» e proprio per questo vivono una forma d’ansia che altre generazioni sentivano meno. Nel 2006 la maturità era ancora soprattutto un grande racconto pop, un rito di passaggio immerso nella nostalgia; vent’anni dopo è diventata il punto in cui si concentrano paure più complesse, dal futuro lavorativo alla costruzione della propria immagine pubblica. Anche la scuola, del resto, viene raccontata oggi in termini diversi: il Ministero presenta l’esame di maturità 2026 come una verifica non solo di conoscenze e abilità, ma anche del grado di maturazione personale, autonomia e responsabilità degli studenti. È un lessico molto distante da quello che dominava i primi film, più legati all’idea dell’esame come ostacolo, trauma e teatro di piccole ribellioni.

Il senso

È probabilmente questo il motivo per cui «Notte prima degli esami 3.0» può avere senso oggi: non perché ripeta un cult, ma perché prova a misurare quanto sia cambiata l’adolescenza italiana. Il titolo è lo stesso, il rito pure, la canzone di Venditti continua a fare da ponte tra le generazioni. Però il mondo è un altro. E se il primo film fotografava un Paese che voleva ricordarsi giovane e leggero, questo nuovo capitolo sembra raccontare ragazzi più esposti, più osservati, forse più fragili ma anche più consapevoli. La «notte prima», insomma, resta identica solo in apparenza: a vent’anni di distanza, parla di una generazione molto diversa.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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