Mostra del Cinema di Venezia: annunciati i film in concorso

Grandi ritorni (come quello di Nanni Moretti), ma anche rumorose assenze: ecco cosa si vedrà alla 93esima edizione in programma a inizio settembre
Cristiano Bolla
Il presidente della Fondazione La Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco e Il direttore del Settore Cinema della Fondazione La Biennale Alberto Barbera
Il presidente della Fondazione La Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco e Il direttore del Settore Cinema della Fondazione La Biennale Alberto Barbera

Dal 2 al 12 settembre il Lido tornerà a essere il centro del cinema internazionale con l’83esima Mostra del Cinema di Venezia, la cui selezione ufficiale è stata presentata dal presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco e dal direttore artistico Alberto Barbera. Il programma mette insieme autori affermati, interpreti di richiamo e opere più radicali, con una forte attenzione ai temi del presente: dalle guerre alle tensioni sociali, dalle fratture familiari alle inquietudini delle nuove generazioni. Barbera ha riassunto così lo spirito dell’edizione: «Un tempo si diceva il cinema è il mondo, oggi i film sono gli hashtag del mondo».

Ad aprire la competizione sarà «Ink» di Danny Boyle, film biografico dedicato all’ascesa di Rupert Murdoch e alla trasformazione del quotidiano britannico The Sun, con Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy. Tra i titoli più attesi c’è «Wild Horse Nine» di Martin McDonagh, commedia nera ambientata alla vigilia del colpo di Stato cileno del 1973: John Malkovich e Sam Rockwell interpretano due agenti della Cia inviati dalla capitale Santiago alla remota Isola di Pasqua, dove i conti con il passato e l’incontro con due studentesse ribelli complicano la missione. Nel cast figurano anche Steve Buscemi, Tom Waits e Parker Posey. Werner Herzog torna invece alla finzione con «Bucking Fastard», storia ispirata a due gemelle britanniche inseparabili, interpretate dalle sorelle Kate e Rooney Mara: parlano all’unisono, condividono sogni e sentimenti e iniziano a scavare un tunnel attraverso una montagna alla ricerca di un luogo immaginario in cui sia possibile il vero amore. Con loro ci sono Orlando Bloom e Domhnall Gleeson. «Bunker» di Florian Zeller, con Penélope Cruz, Javier Bardem, Stephen Graham e Paul Dano, segue invece un celebre architetto incaricato segretamente da un miliardario convinto dell’imminente fine del mondo di progettare un rifugio di sopravvivenza: l’adesione al progetto, sempre più ambigua sul piano morale, mette in crisi il suo matrimonio. Completano il quadro dei grandi nomi «Look Back» di Hirokazu Koreeda, «Possible Love» del sud-coreano Lee Chang-dong e il mystery gotico «Company», che segna il ritorno di Casey Affleck alla regia con Nick Nolte, Ben Mendelsohn e Scoot McNairy.

Il programma offre dunque numerosi motivi di interesse, ma sul versante industriale si annuncia un’edizione più contenuta rispetto agli anni in cui Venezia poteva contare su una forte concentrazione di produzioni dei grandi studios americani. Una tendenza già emersa a Cannes, legata alla riduzione del cinema hollywoodiano adulto e d’autore, alla centralità crescente dei franchise e a calendari distributivi sempre meno compatibili con i festival. Restano fuori dalla selezione titoli a lungo indicati come possibili protagonisti, tra cui «The Adventures of Cliff Booth» di David Fincher, «The Social Reckoning» di Aaron Sorkin e «Digger» di Alejandro González Iñárritu.

Registi italiani

Sono cinque i registi italiani selezionati in Concorso, con film molto diversi per ambientazione e registro. Marco Bechis torna sui conti irrisolti della dittatura argentina con «Ritorno a Buenos Aires»: il protagonista Mariano Guerra viene richiamato nel Paese per testimoniare contro i militari che lo sequestrarono e torturarono negli anni della repressione, riaprendo una ferita mai davvero rimarginata. «Il fuoco che ti porti dentro» di Edoardo De Angelis, tratto dal libro di Antonio Franchini e interpretato da Vanessa Scalera e Lino Musella, è invece un racconto familiare teso e viscerale sul rapporto tra uno scrittore e una madre ingombrante, contraddittoria e impossibile da dimenticare.

Nanni Moretti presenta «Succederà questa notte», liberamente ispirato ai racconti di Eshkol Nevo e costruito intorno a personaggi chiamati a confrontarsi con paure, legami affettivi e vuoti emotivi; nel cast figurano Louis Garrel, Jasmine Trinca e lo stesso Moretti. Il suo ritorno al Lido ha un peso particolare: il regista mancava dalla Mostra dal 1989, quando «Palombella rossa» fu presentato alla Settimana della Critica e non nel Concorso principale, prima che Cannes diventasse il riferimento privilegiato della sua carriera.

Torna a Venezia Nanni Moretti © www.giornaledibrescia.it
Torna a Venezia Nanni Moretti © www.giornaledibrescia.it

Andrea Pallaoro porta invece «The Echo Chamber», tratto dall’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci: una storia d’amore claustrofobica tra Leo e Anne, interpretati da Luca Marinelli e Alicia Vikander, nella quale cura, desiderio, dipendenza e controllo finiscono per confondersi; Susan Sarandon completa il cast principale. Più vicino al thriller psicologico è «L’estranea» di Paolo Strippoli, saga sulla caduta di una famiglia dell’imprenditoria barese, sconvolta dal ritorno di una donna e da un antico patto che presenta ora il proprio conto. Ne sono protagonisti Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi.

Ancora Italia

La presenza nazionale prosegue nel Fuori Concorso con «Dio ride» di Giovanni Veronesi, scelto come film di chiusura, «Nessun dolore» di Gianni Amelio e «Scherzetto» di Mario Martone. In Orizzonti figurano invece «La ragazza con la Leica» di Alina Marazzi, «Una storia» di Anna Foglietta, «La città dei vivi» di Edoardo Gabbriellini e «I figli della scimmia» di Tommaso Landucci.

Accanto ai titoli più immediatamente riconoscibili, il programma comprende almeno tre progetti fuori dall’ordinario. Il primo è «DAU» di Ilya Khrzhanovsky, nato oltre vent’anni fa come biografia del fisico sovietico e premio Nobel Lev Landau. La lavorazione si trasformò progressivamente in un gigantesco esperimento sociale, cinematografico e antropologico: a Kharkiv venne costruito un complesso di circa 12 mila metri quadrati chiamato «l’Istituto», nel quale centinaia di partecipanti vissero per anni secondo regole, abiti, moneta e abitudini dell’Unione Sovietica. Il set restava attivo ventiquattr’ore su ventiquattro e dalle circa 700 ore di materiale girato in 35 millimetri sono già nati numerosi film, serie e installazioni. La versione selezionata a Venezia rappresenta il tentativo di ricondurre quell’enorme archivio alla figura di Landau e al mondo degli scienziati coinvolti nel programma atomico sovietico.

Nel Fuori Concorso Non Fiction trova spazio anche «Be Brave» di Francesco Carrozzini, presentato come il primo documentario italiano realizzato con l’intelligenza artificiale nell’ambito di un progetto di sperimentazione artistica. Non meno sorprendente è «Joie de vivre» di Luca Guadagnino: un lavoro dedicato a Bernardo Bertolucci che raggiunge una durata di oltre sette ore e che promette di ripercorrere vita, cinema e immaginario di uno dei maggiori autori italiani. Guadagnino è dunque assente dal Concorso, ma firma quello che, almeno per dimensioni e ambizione, si annuncia come uno degli eventi più singolari dell’intera Mostra.

I titoli in corsa

  • Ink di Danny Boyle (Regno Unito)
  • Company di Casey Affleck (Canada/Romania/Italia/Stati Uniti/Emirati Arabi Uniti)
  • Kami Nour (A Bit of Light) di Ali Asgari (Iran/Svizzera/Italia/Canada/Turchia)
  • Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis (Italia/Brasile)
  • Un bon petit soldat di Stéphane Brizé (Francia)
  • Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis (Italia)
  • Kvinde ukendt (Woman Unknown) di May el-Toukhy (Danimarca/Svezia/Lettonia)
  • Bucking Fastard di Werner Herzog (Irlanda/Stati Uniti)
  • 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn (Francia)
  • DAU di Ilya Khrzhanovsky (Germania/Regno Unito/Russia/Ucraina/Francia/Svezia/Paesi Bassi)
  • Look Back di Hirokazu Koreeda (Giappone)
  • Ga-neung-han Sa-rang (Possible Love) di Lee Chang-dong (Corea del Sud)
  • Wild Horse Nine di Martin McDonagh (Stati Uniti)
  • Succederà questa notte di Nanni Moretti (Italia/Francia/Spagnaa)
  • Primetime di Lance Oppenheim (Stati Uniti)
  • The Echo Chamber di Andrea Pallaoro (Italia/Belgio)
  • Un peu avant minuit di Nicolas Pariser (Francia)
  • L’estranea di Paolo Strippoli (Italia/Belgio)
  • Nelson san, anata ha hito wo koroshimashitaka? (Mr. Nelson, Did You Kill People?) di Shinya Tsukamoto (Giappone)
  • Bunker di Florian Zeller (Regno Unito/Stati Uniti)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...