Beatrice Sandri, attrice bresciana che recita con Pasotti e Argentero

«Luca Argentero è molto professionale e disponibile. Nelle pause si ferma volentieri a parlare». Beatrice Sandri, giovane attrice bresciana che da due anni vive a Roma per dedicarsi alla recitazione, ha conosciuto l’attore torinese sul set di «Doc. Nelle tue mani». Beatrice, cresciuta tra San Polo e il quartiere don Bosco, studi al Calini e laurea in Management per l’arte a Milano, è nel cast della quarta serie del medical drama, ormai cult, che dovrebbe andare in onda sempre su Raiuno la prossima primavera.
Ma nel curriculum ha già un ruolo da protagonista nel film «Questione di stoffa», con Pierpaolo Spollon e Kabir Bedi, trasmesso l’anno scorso dalla Rai, ed è ora in onda su RaiPlay con la serie «L’Appartamento - Sold Out» con Giorgio Pasotti.
In un paio d’anni dall’arrivo nella capitale ha già collezionato due bei ruoli, come racconta lei stessa in questa intervista.
Beatrice, la parte in «Doc» è un bel colpo.
Non posso dire di più, ma ho recitato un po’ di scene con Argentero. Anticipo solo che non interpreto un medico...
Invece, può dirci qualcosa di più su «Appartamento - Sold Out»?
È una serie leggera ma che fa riflettere su temi importanti come la casa, la convivenza, l’integrazione. Protagoniste tre coppie che, a causa di una truffa, si trovano a dividere lo stesso appartamento. Ci sono il personaggio di Giorgio Pasotti con la figlia, una coppia tunisina e una di origine indiana e srilankese. Il mio ruolo è quello di Kalindi, una ragazza indiana di seconda generazione. La serie è stata presentata in anteprima a Roma al Film Festival Alice nella città. Io e le attrici Mimi Karbal e Nina Sciarappa abbiamo ricevuto il premio Anna Magnani.
Kalindi ti somiglia?
Beh... io ho un nonno indiano e una bisnonna etiope. Kalindi nel primo episodio litiga con i genitori perché vorrebbero che si laureasse e si sposasse con un matrimonio combinato. Lei invece vuole fare la ballerina e convivere con il suo fidanzato. Rappresenta il coraggio di seguire i propri sogni.
Come te?
A sei anni volevo fare l’acrobata e la trapezista. Mentre frequentavo l’università ho iniziato a studiare recitazione in un corso per dilettanti. Lì ho capito che era la mia vocazione: mi hanno sempre appassionato le arti performative. Terminata l’università mi sono iscritta all’Accademia d’arte drammatica Nico Pepe a Udine e poi alla Shakespeare School di Torino. Poi ho trovato un’agenzia che mi rappresentasse, mi sono trasferita a Roma e ho iniziato a fare provini. Il primo ingaggio è stato un piccolo ruolo in «Estranei», una serie crime in quattro puntate ambientata in Emilia Romagna in cui recito con Isabella Ferrari. Stiamo aspettando che vada in onda sulla Rai.
Ha altri progetti?
Ho un ruolo nella produzione americana «Blame it on Rome» di Francesco Carrozzini. Sono felice delle cose che sto facendo. Sono sempre stata molto ottimista, ma non mi aspettavo di ottenere così tante parti in poco tempo.
Sogni ancora di recitare con Tarantino?
Sì, è il mio regista preferito. Tra i grandi registi italiani mi piacciono Garrone e Sorrentino. E mi piacerebbe fare un film sul circo.
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