È stato un antidivo dichiarato e un sex symbol renitente, Robert Redford, anche perché si era da subito reso conto di come la sua (riconosciuta) bellezza inducesse molti a sottovalutarne le doti attoriali. Era invece un interprete preparato e duttile, con un certo talento naturale: «The Natural» era d’altronde, nell’originale inglese, il titolo di un melò reso in italiano come «Il migliore», di cui fu protagonista nel 1984.
Lontano dalla recitazione stile Actors Studio di Marlon Brando e Paul Newman (che erano di qualche anno più vecchi ed hanno contribuito alla stagione d’oro del cinema classico), ma anche da quella dei loro epigoni della New Hollywood anni ‘70 (De Niro e Pacino, su tutti), Redford è stato tra i più bravi in assoluto della generazione di mezzo, quella che ha fatto da collante tra epoche profondamente diverse dell’industria cinematografica a stelle e strisce.



