Cultura

La guerra, crisi della civiltà che interroga i filosofi e i teologi

Sara Bignotti
Bruno Forte ne parlerà giovedì 11 dicembre in San Barnaba a partire dal suo saggio «Eclissi e ritorno di Dio. Teologie del XX secolo»
Bruno Forte
Bruno Forte
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Scrive Romano Guardini, professore di filosofia della religione a Berlino dal 1923 al 1939, mentre vede soppressa dal regime la sua cattedra di Katholische Weltanschauung (visione cattolica del mondo): «Chi ha vissuto l’esperienza della prima guerra mondiale ricorda il senso di smarrimento che nacque quando la volontà di promuovere la cultura e la civiltà, che si era convinti potesse tutto ordinare e collegare, si dimostrò impotente». Una memoria personale che diventa collettiva, ed è uno tra i molti spunti della riflessione di Bruno Forte nel suo ultimo libro «Eclissi e ritorno di Dio. Teologie del XX secolo» (Morcelliana), che ispirerà la conferenza su Cristianesimo e cultura in programma giovedì alle 18 all’Auditorium San Barnaba (in corso Magenta 44). L’evento è conclusivo del centenario dell’Editrice Morcelliana 1925- 2025, ed è organizzato con il patrocinio del Comune di Brescia in collaborazione con Librixia - Fiera del Libro di Brescia (promossa da Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale e ANCoS).

La testimonianza di Guardini restituisce il senso di uno smarrimento di allora e di oggi, della crisi che caratterizza in modo del tutto singolare i primi decenni del Novecento, per il declino delle grandi ideologie e il naufragio del sogno di un illimitato progresso, ma nondimeno, pur nella diversità della storia, caratterizza i nostri giorni con le contemporanee inquietudini provocate, fra le altre, dagli scenari delle nuove intelligenze non più umane e dei nuovi idoli.

La scomparsa di Dio

Di qui l’attualità della riflessione di Bruno Forte su un tempo, il XX secolo, segnato dalla scomparsa del divino e della sua riduzione a misura del mondo. Tuttavia «l’inizio storico e l’inizio cronologico del XX secolo non coincidono»: l’inizio del nuovo secolo coincide con «la crisi rappresentata dal conflitto mondiale spezza la splendida continuità del sogno» mostrando la fragilità dello spirito. La secolarizzazione, nome che si dà al fenomeno con cui il religioso è assorbito dal mondo (saeculum), se da una parte coincide con l’eclissi di Dio, dall’altra produce nuove forme di religiosità e di riflessione filosofico-teologica in cui si articola il rapporto tra religione e modernità.

E così nel libro si dà spazio alle «nuove teologie del Novecento», in particolare alle teologie della liberazione e di genere, che hanno al loro centro «l’idea di giustizia e il riconoscimento dell’altro». Ma, se nell’amore è l’orizzonte di senso della fede cristiana, nella mente e nella speculazione risiede quello della filosofia – espressione laica di quello stesso amore. È lo «stupore della ragione» davanti al Mistero preannunciato da Schelling, e teorizzato da Nietzsche negli aforismi della sua opera “Aurora” «espressivi delle inquietudini di un nuovo tempo nascente».

In dialogo

Una «interrogazione radicale» accomuna teologi e filosofi, motivo per il quale costante è stato il dialogo di Bruno Forte con i testi dei maggiori pensatori del Novecento: Franz Rosenzweig, Emmanuel Lévinas, Paul Ricoeur e in Italia Italo Mancini, Emanuele Severino, Massimo Cacciari.

Con quest’ultimo il dialogo si è elevato insieme a un’amicizia, toccando vette di intensità argomentativa, per esempio nel volume a due voci «Dio nei doppi pensieri» (Morcelliana). Forte nell’ultimo saggio esplicita questo debito intellettuale, indicando nei testi di Cacciari «una disciplina del pensiero, un’educazione perfino “ascetica” a non varcare il confine, a lasciarsi raggiungere dal “lampo” che acceca e ammutolisce del Verbo».

A naufragare è «la presunzione moderna di tutto abbracciare nel trionfo dello spirito» e con essa naufraga il linguaggio stesso. «Dal vigoroso esercizio speculativo deriva una decisiva lezione di umiltà, di stupore vigile e rispettoso dinanzi al mistero»: uno stupore, anche nella “crisi”, che è - si creda o no - la dimensione stessa del sacro in noi.

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