Cultura

Blanco a San Siro: brividi e fuochi d'artificio per 55mila anche sotto la pioggia

Dopo l'Olimpico un altro successo per il ragazzo di Calvagese della Riviera che a Milano si esibisce da veterano nonostante i suoi 20 anni
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Un estratto dell'esibizione di Blanco a San Siro
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La «Scala» del calcio si trasforma... in una discesa. Blanco la padroneggia con personalità da veterano, senza esitare e nemmeno strafare (via la foga delle 35 tappe del «Blu celeste tour» di un anno fa per lasciar posto ad eleganza e sana adrenalina, sfociata giusto nelle battute conclusive) e incanta San Siro.

È il più giovane a riuscirci nella storia della musica italiana, a 20 anni 5 mesi e 14 giorni. Applausi anche sotto il diluvio, ieri, per il concerto all’anfiteatro milanese nel replay - con 29 brani in scaletta - del sold-out del 4 luglio all’Olimpico di Roma.

Bis centratissimo. Anzi, data la location, doppietta da standing ovation, che cancella lo scivolone (con polemiche) di Sanremo. Un boato accoglie il ragazzo di Calvagese della Riviera (al secolo Riccardo Fabbriconi) sulle note di «Anima tormentata». Quindi subito l’imprevisto, temuto e puntuale: «Piove raga, dai, sarà ancora più magico», dice riferendosi al forte temporale abbattutosi sopra le teste di 55mila spettatori. «Ci siete o no?» chiede, come un capo ultras in curva. E i (suoi) tifosi rispondono: saltano, fradici, fan tremare il Meazza, mentre qualcuno, spaventato, si avvicina all’uscita.

Blanco a San Siro - Luca Marenda © www.giornaledibrescia.it
Blanco a San Siro - Luca Marenda © www.giornaledibrescia.it

Più della pioggia

Ma «the show must go on». E dopo la riproposizione in serie di «L’isola delle rose» (che ha dato il nome anche alla pasticceria di famiglia inaugurata a Brescia), «Sai cosa c’è», Pornografia» e «Finché non mi seppelliscono», eccolo invocare l’eco al suo celebre motto «Mettimi le ali» per presentare «Un briciolo di allegria» (fresco di secondo disco di Platino). Stuzzica chi cerca riparo da Giove pluvio e lo semina con un dribbling degno del miglior funambolo del pallone (paragone non a caso, per lui che ha giocato a calcio con la Vighenzi e la FeralpiSalò), annunciando il brano successivo: «Siete qui per me, io sono qui per voi: voi siete… “La mia famiglia”». E, di nuovo: vibrazioni potenti al ritornello a squarciagola («Sono sotto la pioggia») de «La canzone nostra».

  • Dopo l'Olimpico tocca a San Siro: Blanca incanta Milano
    Dopo l'Olimpico tocca a San Siro: Blanca incanta Milano
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Stop. Respira e si apre: «Non ci credo, è un sogno essere qui oggi», libera al cielo. Effetto wow, a seguire, per l’unplugged di «Innamorato» (title-track del secondo album di aprile), accompagnato alla chitarra dall’insperabile producer Michelangelo, che per l’occasione veste outfit Pantamolle, ovvero «made in Brescia».

E qui Blanchito si toglie la corazza muscolosa: «L’unica cosa che mi manca è mia mamma: non è qui, ma ci siete voi. Io sono uno di voi». Così, aperto in due il parterre (con l’aiuto della security) al suo passaggio, aizza la folla. E infiammati il pubblico con i duetti con Madame («Tutti muoiono»), Lazza («Bon ton»), Marracash («Nemesi»), il finale è da… «Brividi», ovviamente in riferimento al brano vincitore di Sanremo 2022 e riportato sul palco con un acclamatissimo Mahmood. Ma, non è tutto: ci si scatena con «Paraocchi», «Notti in bianco» (senza cellulari, almeno in teoria, su invito del performer) e «Mi fai impazzire» (con calcioni annessi alla relativa scritta in polistirolo), prima di congedarsi con la ballad «Vada come vada». Fuochi d’artificio a chiudere lo show del bresciano: il più giovane a riempire gli stadi.

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