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Bianca Brotto, «parabole quotidiane» per far riscoprire la bellezza

Nel nuovo libro la raccolta dei racconti pubblicati sul GdB dal 2020 al 2025, antidoto alle brutture del mondo
La bellezza che impregna il mondo attende di essere notata
La bellezza che impregna il mondo attende di essere notata
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«Nonostante faccia più rumore un albero che cade di una foresta che cresce, per citare Lao Tzu, a dispetto di quel che accade nel mondo la bellezza è disseminata ovunque, ma non fa rumore. Un interessante esperimento condotto nel 2019 da The Guardian ha dimostrato che il pubblico tende a preferire narrazioni di eventi drammatici o negativi rispetto alle buone notizie che, talvolta, fanno persino registrare un calo di audience. Io penso che sia compito di ognuno vedere ogni giorno la bellezza e raccontarla. Perché? Perché fa bene a tutti».

L'autrice Bianca Brotto
L'autrice Bianca Brotto

È partendo da questo assunto che Bianca Brotto, scrittrice gardesana e collaboratrice del nostro quotidiano, ha abbracciato la missione di assorbire e riflettere la bellezza che dà luce al mondo. Lo ha fatto dal principio della sua avventura letteraria e lo conferma ora con la pubblicazione della raccolta «La Bellezza nel Quotidiano 2020-2025», che compendia un lustro di rubriche che trovano settimanalmente ospitalità sulle pagine del Giornale di Brescia. A partire da quella «Lezione dell’anatra» che il 31 ottobre 2020, nei giorni neri dalla pandemia, inaugurava una serie di scritti che puntavano anzitutto «a sostenere i cuori appesantiti dalla sofferenza di un periodo difficile».

Il libro «La Bellezza nel Quotidiano»
Il libro «La Bellezza nel Quotidiano»

Come nasce la «Bellezza nel Quotidiano»?

Dalla necessità di dar voce alla bellezza che impregna l’esistenza e che, nella nebbia delle brutte notizie, rischiamo di non vedere. Eppure lei c’è. Silente. Appassionata. Amorevole. Ed è ovunque io posi lo sguardo.

Quali sono le ispirazioni per queste parabole contemporanee?

«Sono loro che trovano me. Non sono io a decidere che cosa scrivere. Io posso solo creare le condizioni affinché loro mi trovino sveglia di mattino presto, avvolta dal silenzio della casa. Il resto succede da sé. Presto le mani a parole già scritte».

La rubrica settimanale sul GdB ha di recente compiuto cinque anni: c’è stata una evoluzione in questo arco temporale?

«Direi di sì. La rubrica rispecchia la mia crescita perché quel che scrivo segue chi, fra carezze e scossoni esistenziali, sono diventata. Sono grata al Giornale di Brescia per aver dato spazio, fra le notizie, alle mie parole per alcuni versi «poco quotidiane» ma che, come l’apprezzamento dei lettori conferma, sono quelle di cui ognuno ha bisogno per uscire dal sonno. Perché, per dirla citando il grande Stan Laurel, dormivo e sognavo di essere sveglio. Quando poi mi sono svegliato mi sono accorto che dormivo».

La scrittura è una passione innata?

«Mi è sempre piaciuto utilizzare la penna per dar voce al mio sentire profondo: nella mia famiglia le emozioni non venivano manifestate fisicamente; ecco allora che il foglio rappresentava una barriera di sicurezza per esprimermi senza inibizioni».

È nato così il romanzo «Dentro le scarpe»...

«Mi ci sono ritrovata immersa, nel senso che ho posato le mani sulla tastiera e la storia si è scritta da sola come se i personaggi vivessero di vita propria. È seguito «Perché io?», la storia di una professionista alla quale, una volta raggiunto il successo, la vita ha chiesto di rinunciare a tutti i titoli per diventare ciò che era destinata ad essere. Infine, passando dai «Mini BB», è arrivato «La forza della resa» un romanzo leggero e profondo che parla degli alt che ci sbarrano la strada ma che, se visti come frecce segnaletiche sul nostro percorso, possono condurci al tesoro: la pace interiore».

Su quali progetti editoriali ti stai concentrando attualmente?

«Sono tre. Il primo è un romanzo che, gettando uno sguardo nell’aldilà, ci aiuta con leggerezza a comprendere la perfezione dell’esistenza nei suoi cicli di vita e di morte del corpo fisico. Poi ho in animo di pubblicare l’intera collana dei miei racconti, «I Mini BB» divisi per generi: i simpatici, le storie vere, i profondi... così da poter scegliere, a seconda dell’umore del momento, cinque minuti mirati di svago. Infine, ho preso l’abitudine di recitare i miei articoli ai lettori del GdB online. Mi piacerebbe che questi tre minuti potessero diventare un podcast, un intermezzo televisivo o radiofonico fra le notizie e i brani musicali».

L’amore per la vita, la ricerca della felicità e della bellezza sembrano essere comuni denominatori del tuo scrivere: quale pensiero determina questa filosofia?

«La vita stessa. C’è così tanta bellezza! Impossibile non darle voce».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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