Folla, entusiasmo, ripetute ovazioni per Ben Harper, ieri sera. Il concerto di gran lunga più significativo della XXX edizione della Festa di Radio Onda d'Urto non ha deluso le attese, premiato da una cornice di pubblico esagerata, con migliaia di spettatori (6-7 mila? Difficile dirlo con precisione) che hanno occupato ogni anfratto, fin dall’esibizione dei gruppi-spalla, i Safari Station, con il loro stoner rock-blues, quindi il collettivo romano Il Muro del Canto, latore di un folk elettrico ed emozionale.
L’avvio è da brividi: a cappella, Harper intona «Below Sea Level», che è pure la canzone d’apertura di «Bloodline Maintenance», disco solista di moderno soul, uscito il 22 luglio. È come riallacciare un discorso interrotto, attraverso un’interpretazione singolare, accolta in religioso silenzio («vale da sola il biglietto» sento dire accanto a me), anche se poi il mood è destinato a mutare, perché con Harper ci sono gli Innocent Criminals e quindi ci si prefigura un sound più mosso. Infatti, deflagra la carica elettrica di «Burn To Shine», gemma del secolo scorso, che si acquieta un po’ con la pur strepitosa «Don’t Give Up on Me Now».


