Per i suoi 18 anni Umberta Gnutti Beretta chiese in regalo un’opera d’arte. Era un lavoro di Velasco Vitali, raffigurante un ghiacciaio. «Era giovanissimo, come lo ero io». L’ultima opera a essere entrata nella sua collezione è invece un dipinto di Yukino Yamanaka, pittrice giapponese esordiente. L’imprenditrice (e collezionista, e mecenate, e filantropa), classe 1968, è uno dei volti del mondo dell’arte contemporanea della città. Lo è perché fa parte di diverse associazioni e fondazioni. E perché, a differenza di molti altri collezionisti, ha deciso di aprire la sua collezione e di mostrarla e divulgarla, con l’intenzione di rendere il contemporaneo più fruibile e popolare. Perché l’arte contemporanea emoziona e parla tanto quanto quella antica e moderna, se la si frequenta più assiduamente.

Qualche anno fa ha deciso quindi di inaugurare Spazio Almag, una sorta di galleria nell’azienda di famiglia. Un progetto che avrà presto un gemello nell’altra azienda di famiglia. Se, infatti, Giorgio Gnutti, patron dell’azienda Almag, fu il primo a spingere Umberta a portare l’arte anche in azienda (con la benedizione del fratello Gabriele), lei sta facendo lo stesso con il figlio Carlo Gussalli Beretta (il padre è Franco, presidente e ceo di Fabbrica d’Armi Pietro Beretta). Che ha già la stessa inclinazione. «Mio figlio mi segue e ha respirato tutto questo fin da piccolo – dice Gnutti Beretta –. Il mese prossimo apriremo in Beretta, a Gardone Val Trompia, uno spazio simile a quello creato in Almag, proponendo sempre opere contemporanee, in particolare quelle da lui collezionate. Uno spazio più piccolo, ma visitabile e con lo stesso intento di divulgazione e avvicinamento al contemporaneo».




