Cosa direbbero gli alberi, se potessero parlare? Se potessero raccontare ciò che hanno visto nei secoli, osservando le civiltà crescere e scomparire sotto le loro chiome, le ferite della guerra e la lenta guarigione della terra?
La mostra
A questa domanda prova a rispondere «If trees could speak», la mostra che porta a Palazzo Callas di Sirmione lo sguardo di quaranta fotografi e fotografe di Magnum Photos. Il Comune peninsulare rinnova così il legame con la prestigiosa agenzia internazionale, presentando una rassegna curata da Andréa Holzherr, global cultural director di Magnum Photos, e l’architetto Mariangela Gavioli.
Le voci silenziose degli alberi diventano un racconto visivo che attraversa continenti e generazioni: dagli esemplari secolari del Madagascar immortalati da Steve McCurry ai boschi incendiati dell’Australia di Paolo Pellegrin, dalle foreste sacre del Giappone di Abbas agli alberi urbani di Martin Parr e Richard Kalvar, ogni immagine è un capitolo di una storia più grande. La mostra invita a fermarsi, osservare e ascoltare, perché gli alberi non sono uno scenario ma presenze vive, testimoni silenziosi e compagni di viaggio dell’umanità.
Un ciclo che ricomincia
Per la prima volta in assoluto, le fotografie sono state stampate su una speciale carta che contiene al suo interno dei semi. Al termine dell’esposizione, le stampe verranno piantate in un terreno a Sirmione per dare vita a nuovi alberi. In questo modo la fotografia, dopo aver comunicato attraverso la sua dimensione iconografica, torna simbolicamente alla terra da cui ha avuto origine per trasformarsi in una nuova pianta. Un gesto che racconta un ciclo che si chiude e, allo stesso tempo, che ricomincia.
All’interno del percorso è presente anche un banco di lavoro, dove è possibile osservare il processo con il quale le fotografie saranno «piantate». La mostra si può visitare con ingresso libero dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19, il venerdì e il sabato fino alle 22.



