Due modi d’intendere la fantasia e la materia che più lontani non si potrebbe: la corporeità nelle scene dei film di Tinto Brass; l’astrazione negli scenari alieni della fotografa Sandy Skoglund. Amore senza cerebralismi, spesso allegro, sempre vitalistico; e Psiche che genera un concettuale teatro dell’assurdo sono infatti le chiavi ideologiche delle mostre «Tanto di Tinto. L’erotismo secondo Tinto Brass», curata da Renato Corsini con Caterina Varzi, moglie del regista e curatrice del suo archivio; e «Sandy Skoglund. Nel paese delle meraviglie» qui in trasferta dalla galleria bresciana Paci Contemporary di Giampaolo Paci. Ovvero, schegge di cinema popolare che non si vergognava di ponderata trivialità, e frammenti d’un mondo irreale raffinatamente immaginifico.
Difficile trovare due visioni così agli antipodi, ma ecco due mostre abbinate e spiazzanti la routine. Si inaugurano – in collaborazione con Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei per l’ottavo Brescia Photo Festival intitolato «Archivi» – oggi a inviti alle 18.30 alla Cavallerizza-Centro della fotografia italiana (Brescia, via Fratelli Cairoli 9) e sono visitabili da domani al 7 settembre (h. 15-19 dal martedi al sabato e 9.30-19.30 la domenica).



