Arte

Matthias Stom, la luce caravaggesca dalle Fiandre in Pinacoteca

Giovanna Galli
Alla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia la prima monografica dedicata al maestro fiammingo esponente del caravaggismo europeo
Loading video...
Matthias Stom, nel segno di Caravaggio
AA

Alla Pinacoteca Tosio Martinengo si apre oggi la prima esposizione italiana dedicata al maestro fiammingo Matthias Stom, figura irregolare e affascinante, che seppe declinare la lezione di Caravaggio con una voce personalissima, elaborando una lingua pittorica capace di parlare alla sensibilità barocca europea.

La rassegna, promossa da Fondazione Brescia Musei e curata da Gianni Papi, tra i massimi esperti della pittura caravaggesca europea, riunisce per la prima volta tutte le opere di Stom conservate in Lombardia (dodici dipinti in totale, provenienti dall’Accademia Carrara, da chiese e da collezioni private), rivelando quanto profonda e precoce sia stata la fortuna collezionistica di questo maestro in terra bresciana e bergamasca. In particolare, sono presentati due inediti – «La Negazione di san Pietro» ed «Esaù che vende la primogenitura a Giacobbe» – provenienti da una raccolta bresciana che le ha offerte in comodato alla Pinacoteca, dando così impulso al progetto di riscoperta del maestro.

La negazione di San Pietro - Pinacoteca Tosio Martinengo (in deposito da una collezione privata) © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia/Fotostudio Rapuzzi
La negazione di San Pietro - Pinacoteca Tosio Martinengo (in deposito da una collezione privata) © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia/Fotostudio Rapuzzi

La figura

Chi era davvero Matthias Stom? Nato intorno al 1600 nelle Fiandre, non si conoscono né il luogo preciso della nascita né quello della morte, avvenuta dopo il 1645. Persino il cognome è stato a lungo incerto: per secoli Stomer, poi corretto in Stom sulla base delle rare firme autografe e delle citazioni documentarie romane. Un’identità sospesa, dunque, che si riflette in una vita errabonda. Dopo un’ipotizzata precoce formazione nelle Fiandre, Roma fu la sua prima grande scuola: qui, tra il 1625 e il 1634, fece proprie le più aggiornate tendenze del naturalismo caravaggesco. A Napoli, tra il 1635 e il 1638, si dedicò a scene notturne ancora poco praticate nell’ambiente partenopeo, ma subì anche l’accusa di eresia da parte del Sant’Uffizio, probabilmente per la segreta adesione alla fede protestante. In Sicilia, soprattutto a Palermo, ottenne un grande successo, producendo un numero imponente di tele per chiese e committenti privati. Infine approdò a Venezia, dove è documentato fino al 1645, lasciando tracce di una pittura più chiara e luminosa, segno di una maturità in divenire.

  • SPETTACOLI BRESCIA PINACOTECA TOSIO MARTINENGO INAUGURAZIONE MOSTRA DI MATTHIAS STOM NELLA FOTO DA SX GIANNI PAPI  ROBERTA  D'ADDA FRANCESCA BAZOLI LAURA CASTELLETTI STEFANO KARADJOV 18/09/2025 newreporter©favretto
    Alla Pinacoteca Tosio Martinengo Matthias Stom
  • SPETTACOLI BRESCIA PINACOTECA TOSIO MARTINENGO INAUGURAZIONE MOSTRA DI MATTHIAS STOM NELLA FOTO MOSTRA E OPERE 18/09/2025 newreporter©favretto
    Alla Pinacoteca Tosio Martinengo Matthias Stom
  • SPETTACOLI BRESCIA PINACOTECA TOSIO MARTINENGO INAUGURAZIONE MOSTRA DI MATTHIAS STOM NELLA FOTO MOSTRA E OPERE 18/09/2025 newreporter©favretto
    Alla Pinacoteca Tosio Martinengo Matthias Stom
  • SPETTACOLI BRESCIA PINACOTECA TOSIO MARTINENGO INAUGURAZIONE MOSTRA DI MATTHIAS STOM NELLA FOTO STEFANO KARADJOV  18/09/2025 newreporter©favretto
    Alla Pinacoteca Tosio Martinengo Matthias Stom
  • SPETTACOLI BRESCIA PINACOTECA TOSIO MARTINENGO INAUGURAZIONE MOSTRA DI MATTHIAS STOM NELLA FOTO GIANNI PAPI  18/09/2025 newreporter©favretto
    Alla Pinacoteca Tosio Martinengo Matthias Stom
  • SPETTACOLI BRESCIA PINACOTECA TOSIO MARTINENGO CONFERENZA STAMPA INAUGURAZIONE MOSTRA DI MATTHIAS STOM NELLA FOTO MOMENTI CONFERENZA STAMPA 18/09/2025 newreporter©favretto
    Alla Pinacoteca Tosio Martinengo Matthias Stom

Artista inquieto e irregolare, Stom ebbe quattro figli fuori dal matrimonio, visse in case spartane frequentate da marinai nordici e venne descritto come «soldato della pittura». Eppure, al di là della sua vicenda biografica, la sua arte rivela una capacità unica di raccontare il dramma umano con un realismo tagliente e al tempo stesso profondamente introspettivo. Anche grazie alla completa monografia (Skira) pubblicata per l’occasione, si ricostruisce la fisionomia di un artista che merita di essere considerato protagonista di altissimo livello del panorama europeo dell’epoca, artefice prolifico di oltre duecentocinquanta dipinti.

Il percorso

Tra le opere in mostra troviamo due versioni dell’«Incredulità di san Tommaso», di cui una già parte della collezione permanente della Pinacoteca, ascrivibile al periodo siciliano di Stom, dove, nel gesto plastico di Cristo, si coglie una delle tante citazioni caravaggesche (dalla «Vocazione di San Matteo» di San Luigi dei Francesi).

L'incredulità di San Tommaso - collezione privata ©Fotostudio Rapuzzi
L'incredulità di San Tommaso - collezione privata ©Fotostudio Rapuzzi

Di grandi dimensioni il bellissimo «La Guarigione di Tobia», dove al caravaggismo della scena domestica, accesa da una luce calda, si aggiunge la figura dell’angelo che condensa tutta la voluttà barocca. Da Soncino è arrivato il monumentale dipinto con «Vespasiano che libera dalle catene Giuseppe Flavio», dove il gesto dell’imperatore, saldo e deciso, si staglia nella penombra, mentre i volti dei presenti emergono come apparizioni dal buio: un’opera di altissima qualità.

La celebre pala dell’Assunzione di Chiuduno (Bg), per ragioni conservative, resta esposta nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, in una tappa esterna che porta il percorso oltre le sale della Pinacoteca. L’allestimento, curato da Valter Palmieri, colloca l’esposizione nelle sale del XVII secolo, creando una connessione ideale con le sezioni rinascimentali e settecentesche dedicate alla pittura di realtà e proponendo una lettura di questo maestro che restituisce alla città e ai suoi visitatori un altro frammento essenziale della grande avventura pittorica del Seicento europeo.

Quando visitarla

La mostra è visitabile fino al 15 febbraio 2026 con il biglietto d’ingresso ai Musei (intero 15 euro, riduzioni varie). Il biglietto dà accesso alla Pinacoteca e ai Musei civici bresciani e include le mostre collaterali in corso. Con un’integrazione di 4 euro si può visitare anche il parco archeologico Brixia. L’ingresso è sempre gratuito per i residenti a Brescia, e lo è per tutti nella giornata inaugurale di oggi 19 settembre (visita guidata gratuita alle 17.30).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.