«Sono opere che da sole bastano a raccontare la forza di Stom», spiega Gianni Papi, curatore della mostra «Matthias Stom» in Pinacoteca Tosio Martinengo a Brescia e tra i maggiori conoscitori del caravaggismo europeo.
«Esaù che vende la primogenitura a Giacobbe» e «La Negazione di san Pietro» sono il cuore pulsante di questo progetto. Probabilmente concepite come un pendant, con identiche misure e concezione ravvicinata, riflettono il primo momento dell’attività romana di Stom, segnato dalla fascinazione per Gerrit van Honthorst, evidente nel taglio serrato delle scene e nel ruolo primario affidato al lume della candela.



