Parola d’ordine: scintillio. Modernità. Glam. Sensualità. Simbolismo. Perché il Liberty è un po’ quello: lo scintillio moderno prima delle grandi guerre. Anche in Italia – e non solo in Europa – questo stile trovò espressione in artisti di gran pregio che non si limitarono a dedicarsi alla pittura e all’arte figurativa nel senso più accademico del termine. I primi del Novecento erano anni di sperimentazione artistica e l’esposizione raggruppa artefatti che mostrano proprio questa vivacità sperimentale fatta di pennellate, e poi di grafica, e poi di sartoria, e poi di tecniche nuove come la fotografia e il cinema.
Grafica, scultura, danza
La mostra mette quindi in dialogo la pittura – predominante, ma senza essere prepotente – con la scultura e con i manifesti, con gli abiti e con le ceramiche... Lo si nota fin da subito: in quel periodo il dialogo tra le arti era pervasivo e le gerarchie erano stravolte. E così in una delle sale lo spettatore si trova a guardare, quasi specchiati, il cartellone per la prima Esposizione internazionale d’arte decorativa moderna di Torino nel 1902 (con le leggiadre danzatrici vestite di bianco i cui drappi formano la parola «Ars») e la scultura bronzea «La danza».




