Arte

Francesco Vezzoli da APalazzo: fragilità d’immagine e specchio di memoria

Giovanna Galli
Il progetto del 2002 con il fotografo di moda Francesco Scavullo e i celebri ritratti piangenti sono in mostra in piazza Tebaldo Brusato
Opere di Vezzoli in mostra APalazzo - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
Opere di Vezzoli in mostra APalazzo - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
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Francesco Vezzoli, artista bresciano e presenza riconosciuta nelle principali istituzioni museali internazionali, torna a intrecciare il suo sguardo al patrimonio della sua città.  Mentre al Capitolium plasma l’incontro tra la Vittoria Alata e l’Idolino di Pesaro nell’installazione «Victoria Mater. L’idolo e l’icona», con un intervento che aggiunge al confronto delle due opere classiche una sofisticata rilettura simbolica contemporanea, la mostra inaugurata ieri da APalazzogallery, dal titolo «Francesco by Francesco. Back to the Mirror», si colloca in continuità con l’attitudine dell’artista a rileggere il passato evocando risonanze emotive e intellettuali. Si tratta infatti della riproposta di un corpus di opere che Vezzoli concepì nel 2002 con il fotografo di moda Francesco Scavullo e che oggi, a distanza di oltre vent’anni, riaffiora in una nuova installazione progettata da Filippo Bisagni.

Luci soffuse e un soffice red carpet accompagnano simbolicamente in una sfilata che attraversa il tempo, alla riscoperta degli autoritratti fotografici e dei ritratti ricamati piangenti  che scaturirono dalle prime indagini dell’artista sull’immagine, la trasformazione e la fragilità del desiderio. Una ricerca che è nata e si è caratterizzata nel segno di quel glamour, di cui lui è al tempo stesso cantore e protagonista, che è sì un linguaggio, ma anche un confine mobile tra ciò che appare e ciò che resta in ombra.

  • L'incontro con Francesco Vezzoli alla galleria A Palazzo
    L'incontro con Francesco Vezzoli alla galleria A Palazzo - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
  • L'incontro con Francesco Vezzoli alla galleria A Palazzo
    L'incontro con Francesco Vezzoli alla galleria A Palazzo - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
  • L'incontro con Francesco Vezzoli alla galleria A Palazzo
    L'incontro con Francesco Vezzoli alla galleria A Palazzo - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
  • L'incontro con Francesco Vezzoli alla galleria A Palazzo
    L'incontro con Francesco Vezzoli alla galleria A Palazzo - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
  • L'incontro con Francesco Vezzoli alla galleria A Palazzo
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  • L'incontro con Francesco Vezzoli alla galleria A Palazzo
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  • L'incontro con Francesco Vezzoli alla galleria A Palazzo
    L'incontro con Francesco Vezzoli alla galleria A Palazzo - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
  • L'incontro con Francesco Vezzoli alla galleria A Palazzo
    L'incontro con Francesco Vezzoli alla galleria A Palazzo - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
  • L'incontro con Francesco Vezzoli alla galleria A Palazzo
    L'incontro con Francesco Vezzoli alla galleria A Palazzo - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it

La mostra

Ad aprire il percorso, le fotografie «prima e dopo» scattate da Scavullo, autore leggendario di copertine per Cosmopolitan e Harper’s Bazaar, diventano lo strumento attraverso cui Vezzoli affronta il proprio volto come una scena aperta, un luogo in cui identità, fascino e desiderio si intrecciano senza soluzione di continuità. Un gioco di metamorfosi che non è semplice travestimento, ma vera e propria invenzione di sé. I riflettori si puntano poi sui celebri ritratti piangenti, ricami che esaltano dive e icone pop degli anni Ottanta e che rivelano la vena emotiva e il sottile dramma che attraversano l’intera produzione dell’artista, dove il ricamo non è ornamento, ma ferita luminosa, tensione tra splendore e vulnerabilità. In queste fotografie, oggi, possiamo leggere qualcosa in più rispetto alla loro prima vita.

Non soltanto la sfida al cliché, quella metamorfosi continua che rimanda a Cindy Sherman e alle ossessioni warholiane, ma una malinconia concreta, una nota di delicatezza che affiora proprio dove il trucco sembra più deciso. Come se il tempo avesse depositato sui volti una consapevolezza nuova, la stessa che attraversa molte opere mature di Vezzoli: il desiderio di reinventarsi senza perdere del tutto la traccia di ciò che si è stati. Lo specchio evocato dal titolo della mostra, dunque, diventa uno strumento di conoscenza: il luogo in cui l’artista torna per misurare la distanza, ma anche la contiguità, fra le sue molte vite.

Confessioni

E così, mentre le fotografie scorrono una dopo l’altra, ciò che rimane è la sensazione di assistere a una confessione trattenuta: un diario visivo in cui Vezzoli parla di sé con la stessa misura con cui guarda il mondo. Il glamour, la trasformazione, la nostalgia: tutto si tiene, tutto si ricompone in un racconto che non smette di interrogare anche noi, spettatori chiamati a riconoscere il nostro stesso riflesso, per un istante, in quello dell’artista.

La mostra è aperta fino al 6 febbraio negli spazi di APalazzogallery in Piazza Tebaldo Brusato 35 a Brescia (mar-ven 10-18, sab 14-18).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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